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L'Avvento nell'arte italiana | 3 dic

La complicata e affollata famiglia della Madonna

Gandolfino da Roreto, «Genealogia della Vergine», inizio XVI secolo (particolare). Tempera su tavola, Torino, Museo Diocesano

Il dipinto raffigura un tema abbastanza raro nell’ambito della storia dell’arte italiana: quello della famiglia della Vergine, detto anche della «Sacra Parentela» (o della Discendenza di Sant'Anna, o della Genealogia della Vergine). Il soggetto si sviluppò soprattutto nei paesi dell’area germanica (Heilige Sippe) tra il XV e la prima metà del XVI secolo e fu legato al culto di Sant’Anna come possibile risposta al problema della citazione evangelica dei «fratelli di Gesù».

Nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze si parla del «trinubium Annae» e si afferma che Sant'Anna, rimasta vedova di san Gioacchino avrebbe celebrato un secondo matrimonio andando in moglie, secondo i costumi del tempo, al fratello di Gioacchino, Cleofe. Rimasta nuovamente vedova avrebbe contratto un terzo matrimonio con un secondo fratello di Gioacchino, Salomè. Sempre secondo quanto narra la Legenda Aurea, da ciascuno dei tre matrimoni Anna ebbe una figlia e, a ciascuna figlia, venne imposto il nome di Maria. La prima Maria (la Madonna) sposò Giuseppe ed ebbe come unico figlio Gesù.

La seconda Maria (Maria di Cleofe) ebbe dal suo sposo Alfeo quattro figli (Giacomo il Minore, Giuseppe il Giusto, Simone e Giuda Taddeo. La terza Maria (Maria di Salomè) generò dal suo sposo Zebedeo due figli (Giacomo Maggiore e Giovanni Evangelista). Pertanto cinque apostoli su dodici sarebbero cugini primi di Cristo e due delle Marie, citate dai Vangeli, sorelle della Madonna e figlie di sant’Anna. Il Concilio di Trento cancellò questo tipo di culto, che pertanto non trova più rappresentazioni dalla fine del Cinquecento.

Il culto di Sant’Anna, patrona delle madri di famiglia e delle vedove, invocata nei parti difficili e contro la sterilità, crebbe fortemente in tutta Europa a partire dal Quattrocento. Nel Nord Europa in campo artistico tale culto si configurò spesso come la “Sacra Parentela”, ovvero la raffigurazione di tutta la famiglia derivante dai tre matrimoni di Sant'Anna e delle relative discendenze, così come esse sono narrate dalla citata Legenda Aurea.

In Italia troviamo rappresentazioni della Sacra Parentela in Trentino-Alto Adige, in Lombardia e in Piemonte: tutte regioni nel quale questo tipo di iconografia e di culto potevano essere facilmente giunti direttamente dalla Germania, anche tramite le numerose incisioni che rappresentano la scena. Fra i pittori che meglio hanno illustrato la scena, segnaliamo Martin de Vos in un celebre quadro del museo di Gand; il piemontese Gandolfino di Roreto e molti pittori ed incisori di area germanica che ne fecero uno dei loro temi prediletti poiché si prestava ad esaltare la famiglia e i suoi valori.

La Genealogia della Vergine faceva probabilmente parte di un polittico collocato nel Duomo di Torino. Gandolfino, raffinato pittore rinascimentale piemontese, originario di Asti, documentato fra il 1493 e il 1518, fu artista colto ed aggiornato sulle coeve novità della pittura lombarda; replicò questo soggetto almeno altre quattro volte.

Arabella Cifani, edizione online, 3 dicembre 2020

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