L’attualità di Joe Colombo

Con un percorso che ne mostra i pezzi più premiati e originali, la GAM invita a riscoprire il designer che più di tutti seppe anticipare i tempi

«Tube Chair» (1969) di Joe Colombo. Courtesy Cappellini
Carla Cerutti |  | Milano

In soli 19 anni d’intensissima attività, Joe Colombo (1930-1971) ha lasciato un patrimonio di progetti avveniristici che hanno definito il design non solo degli anni ’60 e ’70 ma anche quello dei decenni successivi. Milano gli rende omaggio dal 24 maggio al 4 settembre, nelle sale della GAM Galleria d’Arte Moderna, con la mostra «Caro Joe Colombo, ci hai insegnato il futuro», a cura della sua storica assistente Ignazia Favata, organizzata da Suazes con la Galleria d’Arte Moderna di Milano e l’Archivio Joe Colombo.

Il percorso espositivo parte dagli anni Cinquanta, periodo in cui aderisce al Movimento Arte Nucleare e incontra i nuovi materiali plastici all’interno dell’azienda di famiglia, per snodarsi nel decennio successivo attraverso i suoi progetti più noti, frutto della passione per la meccanica nonché di attenti studi ergonomici, come la poltrona «Elda» del 1963,la lampada «Acrilica» (medaglia d’oro alla XIII Triennale del 1964), il bicchiere «Smoke» e la «Poltroncina a elementi curvati», entrambi del 1964, la «Tube Chair» del 1969 (oggi al Musée des Arts Décoratifs di Parigi), la lampada «Spider» (Compasso d’Oro nel 1967) e il carrello «Boby» (premio S.M.A.U. nel 1971).

L’apice della sua visione di un habitat dinamico e trasformabile, svincolato dai contesti architettonici e volto a soddisfare tutte le esigenze pratiche, viene raggiunto dai monoblocchi polifunzionali, come «Minikitchen» (medaglia d’argento alla XIII Triennale del 1964 e ancora oggi in produzione) o come «Cabriolet Bed» e «Rotoliving», entrambidel 1969. La mostra è accompagnata dal catalogo Joe Colombo. Designer. Catalogo Ragionato 1962 – 2020 edito da Silvana Editoriale.

© Riproduzione riservata «BOBY» (1970) di Joe Colombo. Courtesy B-Line srl
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