L’attimo della morte

Il trecentesco Crocifisso ligneo di San Pietro ha ritrovato la sua straordinaria anatomia

Francesca Romana Morelli |  | Città del Vaticano

È terminato il restauro del monumentale Cristo Crocifisso in legno policromo databile alla prima metà del Trecento, il più antico conservato in San Pietro e ora collocato nella Cappella del Santissimo Sacramento. In questa scultura a tutto tondo la forza plastica e la conoscenza del classico sono assimilate e trasfigurate da una straordinaria capacità di bloccare quell’attimo di massima tensione del Salvatore che scivola nella morte: la testa reclinata sulla spalla destra, il volto con la bocca appena aperta ma contratta, le pupille ormai prive di luce e il torace che si espande per esalare l’ultimo respiro. In origine era nella Basilica paleocristiana sopra l’altare dei Santi Simone e Giuda, uno dei «sette altari privilegiati» con annesse particolari indulgenze. Dal 1632 al 1749 rimase nella cappella di San Pietro affrescata da Lanfranco da dove sarà spodestato dalla Pietà michelangiolesca.
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