L’Atlantide in Laguna di Yuri Ancarani

Una mostra in due sedi e due città: il Pac di Milano, che ospita la prima antologica istituzionale dell’artista, e il MAMbo di Bologna

Still dal video «Da Vinci» (2012) di Yuri Ancarani (particolare). Cortesia dello Studio Ancarani
Ada Masoero |  | Milano

È un’unica mostra, diffusa in due sedi, quella che il PAC di Milano (dal 4 aprile all’11 giugno) e il MAMbo di Bologna (fino al 7 maggio) dedicano al pluripremiato filmaker e artista visivo Yuri Ancarani (Ravenna, 1972, vive e lavora a Milano): unico anche il catalogo ma diverso il taglio dei due progetti, il primo dei quali, curato per il PAC da Diego Sileo e Iolanda Ratti, come ci spiega Ratti «è la prima antologica istituzionale dell’artista, con lavori dal 2009 ad oggi, accompagnata dalla prima vera monografia sul suo lavoro, con saggi importanti e schede di ogni suo film».

A Bologna, invece, nella Sala Ciminiere del MAMbo trasformata in un oscuro non luogo, va in scena, con la cura di Lorenzo Balbi, la mostra «Atlantide 2017-2023», intorno al film girato nell’isola di Sant’Erasmo, nella laguna di Venezia: «Un film nato senza sceneggiatura, spiega l’artista. I dialoghi sono rubati dalla vita reale e la storia si è sviluppata in divenire durante un’osservazione di circa quattro anni, seguendo la vita dei ragazzi». Al centro della vicenda, la disperazione dell’adolescenza, la decadenza di Venezia, il degrado dell’ambiente e delle relazioni umane. E, intorno, contenuti inediti attinenti al film (suo unico lavoro destinato alle sale cinematografiche), presentato nel 2021 alla Mostra del Cinema di Venezia e poi nel mondo.

A Milano, in un Pac completamente trasfigurato, sono invece esposte le sue più famose opere video («Da Vinci», «Il capo», «Piattaforma Luna», «Ricordi per moderni», «San Siro», «San Giorgio», «San Vittore», «The Challenge» e «Wipping Zombie»): «Per questa mostra, continua Iolanda Ratti, Ancarani produce un nuovo film, grazie anche ad Acacia (l’Associazione amici dell’arte contemporanea, presieduta da Gemma De Angelis Testa, Ndr), che festeggia i suoi vent’anni con questo premio produzione. Un’edizione entrerà così a far parte delle collezioni del Museo del Novecento di Milano. E durante miart una delle sue opere, “Bora” del 2015, un lavoro dalle immagini fortissime, sarà presentato in versione live, come performance».

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre
Altri articoli di Ada Masoero

Le donne delle Fondazioni: perché siamo differenti, che cosa vogliamo dare (e ricevere). 4

Dieci istituzioni dedicate all’arte contemporanea ci raccontano finalità, modalità e criticità. Tutte vorrebbero più collaborazione tra privato e pubblico e agevolazioni dallo Stato, quali ArtBonus e imposizione fiscale più comprensiva dei loro nobili scopi. L’incognita: quale futuro dopo le fondatrici? Altre due istituzioni: la Fondazione Luigi Rovati (risponde Giovanna Forlanelli) e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (risponde Patrizia Sandretto Re Rebaudengo)