L'artista è un errore biologico

Achille Bonito Oliva |

L’arte mi appare come uno strano fenomeno extraterrestre sottoposto, nelle sue prove più alte, al solo logoramento della materia con cui è realizzato. Il presupposto evoluzionistico, il fondamento sperimentale delle avanguardie, invece, consumavano l’arte nella storia. Convinto che l’arte fosse la sospensione di tempo in una forma, una forma tale da condensare tutto il passato e tutto il futuro, con la Transavanguardia ho opposto a questo tipo di lettura il valore imperituro della forma. L’autonomia, l’autosufficienza dell’arte è uno stato miracoloso. E il miracolo, evento naturalmente rarissimo, è proprio l’inspiegabile, l’eterno che ha preso forma in un luogo e in un tempo determinati. Per questo l’artista è un errore biologico rispetto all’opera, alla speranza di una durata del manufatto che sembra volere sfidare la vita peritura del suo artefice. L’arte diventa dunque una rivolta e un lapsus contro
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