L’arte sul Tago è politica e tecnologica

I britannici di AL_A firmano il nuovo museo Maat, diretto dall’ex conservatore del MoMA Pedro Gadanho

Roberta Bosco |  | Lisbona

È l’evento più atteso che il mondo artistico portoghese ricordi. Si tratta del nuovo Maat, Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia, che apre le sue porte il 5 ottobre nel quartiere di Belém a Lisbona, con l’obiettivo di esplorare la cultura contemporanea attraverso le arti visive, i nuovi media, l’architettura, la tecnologia e la scienza.

«Vogliamo offrire una piattaforma per i nuovi progetti di artisti che propongono una riflessione critica sulle rapide trasformazioni generate dalla tecnologia: dalla cultura digitale all’automazione, passando per gli squilibri ecologici, la mancanza di privacy, la distopia e tanti altri temi», ha spiegato a «Il Giornale dell’Arte» Pedro Gadanho, che per dirigere il Maat ha lasciato il MoMA di New York, dove era conservatore capo del Dipartimento di Architettura e Design.

Firmato da Amanda Levete dello studio londinese AL_A, responsabile anche
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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