L’arte finanzia (con polemica) il dopo terremoto

Stefano Miliani |  | Urbino

«La Sacra Parentela» di Cola dell’Amatrice (1480 ca-1547) è nelle Sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino, il «Matrimonio mistico» nel vicino Oratorio di San Giovanni affrescato proprio dai fratelli Salimbeni, infine la «Madonna con il Bambino e santi» di Giovanni Antonio da Pesaro, del 1473, è nel Palazzo Mosca di Pesaro. L’iniziativa si chiama «Le Marche per le Marche» e per vedere le tre opere si paga un biglietto unico di tre euro di cui uno «andrà ai fondi per la ricostruzione delle zone interessate dal sisma», garantiscono i Comuni.

Ha però suscitato polemiche il prestito del trittico del Salimbeni datato, sul retro delle ante, «anno Domini MCCC» e reputato uno dei pezzi forti della Pinacoteca. Per il responsabile dei beni culturali della Diocesi di Camerino Luca Maria Cristini «le zone colpite si sostengono riattivando il turismo lì, non espropriandole dei beni
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