L'arte egizia del Musée Granet

I 153 reperti del museo di Aix-en-Provence sono stati di recente oggetto di restauri

Il sarcofago dipinto di Ptahirdis (VII secolo a.C.) con la sua mummia. Foto di Hervé Lewandowski
Luana De Micco |  | AIX-EN-PROVENCE

Il Musée Granet espone dal 19 settembre al 14 febbraio la propria collezione d’arte egizia in «Il faraone, Osiride e la mummia». Il museo, inaugurato nel 1838 con una collezione eclettica di 13mila opere, tra cui anche dipinti di primitivi italiani, sculture del ’700 e opere d’arte moderna, annovera anche 153 reperti egizi, di recente al centro di un’importante campagna di restauro.

Ai reperti della mostra si aggiungono una cinquantina di opere in prestito dal Louvre. Christophe Barbotin, conservatore alle Antichità egizie del museo parigino, è inoltre il curatore della mostra, insieme a Bruno Ely, del Granet. Dal museo parigino arrivano tra l’altro il grande papiro del Libro dei morti di epoca tolemaica (IV-I secolo a.C.), in 22 cartoni e lungo 18 metri, e un «colosso» di faraone, una statua di granito rosa alta due metri di epoca ramesside (XIII-XII secolo a.C.).

La mostra si articola in tre sezioni tematiche. Una è dedicata a Osiride, dio dei morti, di cui il museo possiede diverse rappresentazioni, come una grande statua in bronzo (VIII-VI secolo a.C.) e un importante frammento di stele del regno di Seti (1294-1279 a.C.).

Al Granet appartengono anche una collezione di statuette e amuleti di divinità e diverse mummie di animali, tra cui una di varano del Nilo di epoca tolemaica, «pezzo unico al mondo». Una sala è dedicata al culto dei morti e alla sepoltura, con una collezione di vasi canopi, alcuni elementi funerari rinvenuti nel Serapeum di Saqqara e il sarcofago dipinto di Ptahirdis (VII secolo a.C.) con la sua mummia.

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