L’arte digitale penetra anche in Palazzo Strozzi

La mostra è uno dei primi eventi dedicati in Italia all’arte digitale e si espande oltre la Strozzina anche in quella straordinaria «stanza urbana dell’arte» che è la corte interna del Palazzo

 «Eroding and Reforming Bust of Rome» (2021) Foto di Pablo Rodríguez-Fraile
Elena Franzoia |  | Firenze

La Crypto Art invade la Strozzina, e cioè gli spazi ipogei di Palazzo Strozzi destinati all’arte contemporanea, con la mostra «Let’s get Digital!» (fino al 31 luglio). Promossa da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati nell’ambito del progetto Palazzo Strozzi Future Art e curata da Arturo Galansino (direttore generale Fondazione Palazzo Strozzi) e Serena Tabacchi (direttrice MoCDA, Museo d’arte digitale contemporanea), la mostra è uno dei primi eventi dedicati in Italia all’arte digitale e si espande anche in quella straordinaria «stanza urbana dell’arte» che è la corte interna del Palazzo.

Qui infatti un’installazione site specific dell’artista Refik Anadol esplora il potenziale illusionistico, ipnotico e multisensoriale dell’intelligenza artificiale. «“Let’s get Digital” si pone l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico all’evoluzione più recente dell’arte digitale, ormai riconosciuta a livello globale, aprendo Palazzo Strozzi alla sperimentazione e alla ricerca di ultimissima generazione, afferma Serena Tabacchi.

Decentralizzazione, blockchain e Nft hanno certificato e diffuso il lavoro di tanti artisti che fino a pochi anni fa non potevano essere considerati tali. Questo movimento nato dal basso ha infatti reso celebri artisti fino a pochi mesi fa apprezzati esclusivamente attraverso le comunità social». All’insegna dell’immersività, opere e installazioni sono firmate da alcuni tra i massimi esponenti del panorama internazionale: oltre al turco Anadol, il collettivo italiano Anyma, gli statunitensi Daniel Arsham  e Beeple, l’anglo-canadese Krista Kim e l’argentino Andrés Reisinger con l’opera «Arcadia».

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