L’arte che vedremo (forse) nel 2021

Ventuno mostre in giro per il mondo. E per onorare Dante, tutti all’Inferno

José da Silva, Anna Maria Farinato, Anne-Lys Thomas |

Le ripetute chiusure del 2020 non hanno impedito ai musei di lavorare alla programmazione del 2021, pronti a ripartire non appena sarà consentito l’accesso del pubblico. Nonostante le incertezze del calendario, l’anno si presenta ricco, tra retrospettive e nuove mostre tematiche. Ne abbiamo selezionate 21 in giro per il mondo.

SCHIAVITÙ
Rijksmuseum, Amsterdam, 12 febbraio-30 maggio
Il Rijksmuseum, che dal 2015 lavora per ricontestualizzare le opere legate alla colonizzazione, presenta una mostra sul passato schiavista dei Paesi Bassi. Attraverso 140 oggetti il museo di Amsterdam traccia 250 anni di storia coloniale olandese ripercorrendo le reti del commercio degli schiavi attraverso l’Atlantico e l’Oceano Indiano. A incarnare i temi affrontati in mostra sono dieci individui, tra schiavi, padroni e oppositori del sistema.

PICASSO-RODIN
Musée Picasso e Musée Rodin, Parigi, fino al 22 gennaio 2022
Il Musée Picasso e il Museo Rodin affrontano i visionari artisti cui devono il nome in due mostre concomitanti. Pittura, scultura, ceramica, arti grafiche e fotografia, assemblaggi, oggetti trovati, monumenti pubblici, interesse per i frammenti, gusto per l’incompletezza... Media e processi differenti saranno riuniti per evidenziare i punti comuni tra questi due giganti di generazioni diverse, con un accento sullo spazio dello studio al Musée Picasso e sulle innovazioni formali al Musée Rodin.

IRAN EPICO
Victoria and Albert Museum, Londra, 13 febbraio-30 agosto
Dopo molte vicissitudini e un rinvio dettato dalla pandemia, è al momento confermata al Victoria and Albert Museum l’apertura questo mese di una mostra che ripercorre cinquemila anni di storia iraniana. Partendo dal 3200 a.C. e attraverso circa 350 manufatti, «Epic Iran» esplora l’antico impero persiano, il dominio sasanide e lo zoroastrismo, la successiva nascita e l’istituzione dell’Islam e la dinastia reale Qajar. Una sezione è dedicata alla poesia e al suo uso nei manoscritti, un’altra al poema epico dell’XI secolo Shahnameh (Libro dei re) di Ferdowsi. Nella sezione conclusiva figurano opere moderne e contemporanee di Parviz Tanavoli, Monir Farmanfarmaian e Shirin Neshat tra gli altri. Esposti anche calchi in gesso di fregi di guerrieri a grandezza naturale, restaurati  di recente, che adornavano il Palazzo di Dario due millenni fa.

LA COLLEZIONE MOROZOV
Fondation Louis Vuitton, Parigi, 24 febbraio-25 luglio
Dopo l’enorme successo tra 2016 e 2017 della Collezione Schukin, la Fondazione Louis Vuitton spera di attirare un pubblico altrettanto numeroso con la mostra della Collezione Morozov, prevista per il momento a fine febbraio, dopo vari rinvii. Le opere di Cézanne, Gauguin, Van Gogh, Renoir, Monet, Bonnard, Denis, Matisse, Derain e Picasso riunite dai moscoviti Mikhail e Ivan Morozov lasciano di rado l’Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Pushkin di Mosca.

I VIAGGI DI DÜRER
National Gallery, Londra, 6 marzo-13 giugno; Suermondt-Ludwig-Museum, Aquisgrana, 18 luglio-24 ottobre
Tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento, in un’epoca in cui viaggiare era difficile, pericoloso e costoso, Albrecht Dürer attraversava l’Europa per raccogliere idee e tecniche, prendere contatti con artisti e committenti e diffondere la propria fama. Ai viaggi dell’artista rinascimentale la National Gallery dedica un’originale mostra in cui figurano piccoli schizzi di piante, animali e persone che Dürer incontrò nelle sue peregrinazioni dai Paesi Bassi all’Italia, oltre a lavori mai esposti nel Regno Unito, tra cui il «Cristo tra i dottori» dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

YAYOI KUSAMA: UNA RETROSPETTIVA
Gropius Bau, Berlino, 23 aprile-1 agosto; Tel Aviv Museum of Art, 2 novembre-23 aprile 2022
Ricrea otto delle più importanti mostre di Yayoi Kusama, svoltesi tra il 1952 e il 1983, la rassegna in programma nel berlinese Gropius Bau, prima retrospettiva tedesca della 92enne artista giapponese. Oltre alla nuovissima Infinity Mirror Room, realizzata per l’occasione, la mostra ripercorrerà le prime opere, meno conosciute, della sua ultrasettantennale carriera, documentando anche spettacoli pubblici di nudo. Intanto alla Tate Modern di Londra verrà finalmente inaugurata una mostra, lunga un anno (29 marzo-27 marzo 2022) di due Infinity Mirror Room.

SOPHIE TAEUBER-ARP
Kunstmuseum Basel, Basilea, 20 marzo-20 giugno; Tate Modern, Londra, 15 luglio-17 ottobre; Museum of Modern Art, New York, 21 novembre-12 marzo 2022
Pioniera a lungo sottovalutata, Sophie Taeuber-Arp è ora ora celebrata con una retrospettiva proposta al Kunstmuseum di Basilea, prima di volare in estate alla Tate Modern di Londra e poi al MoMA di New York. Attraverso circa 400 opere, dal design d’interni degli inizi ai disegni astratti realizzati poco prima della morte, l’intento della rassegna è mostrare come l’artista svizzera (1889-1943), nota per il legame con il movimento Dada accanto al marito, lo scultore Jean (Hans) Arp, abbia contribuito all’avventura dell’astrazione.

TANIA BRUGUERA, SIA DETTA LA VERITÀ ANCHE A SCAPITO DEL MONDO
Pac, Milano, 10 aprile-13 giugno
Cita una frase di Hannah Arendt il titolo della prima personale in Italia di Tania Bruguera, artista e attivista cubana (L’Avana, 1968) le cui performance e installazioni, spesso provocatorie, sfidano i poteri forti. Nella mostra curata da Diego Sileo per il Pac il pubblico si confronterà con installazioni e azioni incentrate sui concetti sviluppati dalla Bruguera per definire la sua pratica come «arte de conducta» (arte comportamentale), dove l’accento è posto sui limiti del linguaggio e del corpo relativamente alla reazione degli spettatori, e come «arte útil» (arte utile), finalizzata alla trasformazione di aspetti politici e giuridici della società.

GEORGIA O'KEEFFE
Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid, 20 aprile-8 agosto; Centre Pompidou, Parigi, 8 settembre-6 dicembre; Fondation Beyeler, Basilea, 23 gennaio-22 maggio 2022
Come sottolinea la curatrice Marta Ruiz del Árbol, la retrospettiva itinerante di Georgia O’Keeffe (1887-1986) inquadrerà in una prospettiva più europea il lavoro di una pioniera del Modernismo generalmente meglio rappresentata negli Stati Uniti. Sono un’ottantina le opere presentate al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid ad aprile (poi al Pompidou di Parigi e infine alla Fondation Beyeler di Riehen), tra cui «New York Street with Moon» (1925), e «Jimson Weed/White Flower No. 1» (1932), il dipinto più costoso di un’artista venduto all’asta (nel 2014 è stato battuto da Sotheby’s a New York per 44,4 milioni di dollari).

ANNE IMHOF. «NATURES MORTES»
Palais de Tokyo, Parigi, aprile
Dal 2013 il museo parigino dà carta bianca a un artista consentendogli di «invadere» tutti gli spazi dell’edificio. Per la cura di Emma Lavigne e Vittoria Matarrese, Anne Imhof, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2017 e attualmente ospite al Castello di Rivoli con il progetto «Sex», disseminerà nel percorso opere anche di altri autori, in una fusione di corpi, arti visive, architettura e musica.

DAMIEN HIRST
Galleria Borghese, Roma, 10 maggio-10 ottobre
Un imponente gruppo di opere dalla serie «Treasures from the Wreck of the Unbelievable» di Damien Hirst, sculture colossali o piccolissime, in bronzo, marmo di Carrara o malachite, e i dipinti «Color Space» s’innesteranno nel flusso della collezione permanente dell’intero museo, in una visione, a cura di Anna Coliva e Mario Codognato, che accosta il contemporaneo all’arte del passato, esortando a ripensarne gli statuti. A novembre a cura della direttrice Francesca Cappelletti si terrà una mostra dossier dedicata alla «Danza campestre» di Guido Reni, dipinto da poco acquisito dal museo.

BRUCE NAUMAN. CONTRAPPOSTO STUDIES
Palazzo Grassi-Punta della Dogana, Venezia, dal 23 maggio
«Walk with Contrapposto» del 1968 è uno dei primi lavori in cui Bruce Nauman (Indiana, 1941) sperimenta l’uso delle immagini in movimento. La mostra a Punta della Dogana, a cura di Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois, in collaborazione con Nauman stesso, rende omaggio all’attività di ricerca sullo studio d’artista come spazio di lavoro e di creazione, sul corpo attraverso performance e sul suono, che ne hanno caratterizzato la lunga carriera. Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2009,  Nauman a Punta della Dogana affianca a lavori storici opere più recenti, alcune delle quali esposte per la prima volta in Europa.

NERONE
British Museum, Londra, 27 maggio-24 ottobre
Era davvero il folle matricida descritto nei libri di storia o le rappresentazioni popolari dell’imperatore romano sono da considerarsi come antichi esempi di notizie false? È una delle domande che si (ci) pone la mostra del British Museum dedicata a Nerone (37-68 d.C.). «È sorprendente, osserva il curatore Thorsten Opper, come quanto di ciò che pensiamo di sapere su Nerone si basi su fonti apertamente ostili». La mostra ne segue vita e regno, esplorati attraverso più di 200 oggetti. «Non miriamo a far emergere un Nerone "buono" dietro il cliché del “mostro”, ma a far vedere che esistevano percezioni e narrazioni molto diverse, puntualizza Opper. La storia viene manipolata, dobbiamo capire perché e come».

ARCIMBOLDO
Centre Pompidou Metz, 29 maggio-22 novembre
Come ci preannunciava Chiara Parisi, il Pompidou Metz si prepara a ospitare un’esposizione su Giuseppe Arcimboldo (1526-93), con Maurizio Cattelan nelle vesti di cocuratore e scenografia dei fratelli Campana. Nel 1987 fu Pontus Hultén, all’epoca direttore del Pompidou, a curare per Palazzo Grassi a Venezia la rassegna sull’«ingegnosissimo pittor fantastico», da lui riconosciuto come figura chiave dell’arte contemporanea. «Ed è in questo senso che faremo la mostra, spiega la Parisi, con uno sguardo particolare ai surrealisti che furono molto vicini al pittore. Da Parigi abbiamo avuto il via libera per alcuni capolavori del XX secolo. Abbiamo prestiti straordinari, con i disegni di Arcimboldo dagli Uffizi e “La Flora” della Real Academia di Madrid».

VERMEER
Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda, 4 giugno-12 settembre
Punto focale della mostra su Johannes Vermeer allestita nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda sarà un dipinto delle collezioni pubbliche cittadine, «Donna che legge una lettera vicino a una finestra aperta» (1659 ca), esposto dopo il restauro che ha portato alla luce un Cupido di mano del pittore. A dieci dipinti di Vermeer, in prestito tra gli altri dal Rijksmuseum di Amsterdam e dalla National Gallery di Londra, sono  accostate una quarantina di opere di artisti olandesi della seconda metà del Seicento, tra cui Pieter de Hooch, Gerard ter Borch e Gabriel Metsu.

KARA WALKER. A BLACK HOLE IS EVERYTHING A STAR LONGS TO BE
Kunstmuseum, Basilea, 5 giugno-19 settembre
Incoronata dal nostro giornale artista del 2020, l’americana Kara Walker (1969) per la sua prima personale in Svizzera ha selezionato dal proprio archivio oltre 600 tra disegni, collage, studi e scritti, accumulati in oltre 27 anni. La curatrice, Anita Haldemann, spiega che l’artista «ha nascosto questi disegni al pubblico e a volte anche a se stessa perché troppo intimi e dolorosi o troppo scioccanti». Il Gabinetto di disegni e stampe del museo di Basilea li presenterà insieme a lavori recentissimi.

BOTTICELLI, UNA BOTTEGA DEL RINASCIMENTO
Musée Jacquemart André, Parigi, 10 settembre-24 gennaio 2022
Giovanissimo apprendista presso un orafo e poi di fra Filippo Lippi, Sandro Botticelli (1445-1510) apre a sua volta una bottega a Firenze nel 1470. La mostra parigina, a cura di Pierre Curie e Ana Debenedetti, inquadra l’attività del fiorentino non solo quale innovativo pittore e disegnatore, ma anche come imprenditore, a capo di una delle botteghe rinascimentali più attive, in cui la produzione di dipinti si alternava a quella di opere seriali, spesso per mano dei suoi molti assistenti. In mostra figurano una quarantina di capolavori di Botticelli da collezioni americane ed europee, come la «Madonna col Bambino» (1467-70) dal Louvre, «Il ritorno di Giuditta a Betulia» (1469-70) dal Cincinnati Art Museum, «Giuditta con la testa di Oloferne» (1497-1500) dal Rijksmuseum e il «Ritratto di Giuliano de’ Medici» (1478-80) dall’Accademia Carrara di Bergamo. Presenti anche opere di Verrocchio e Filippo Lippi.

JEFF KOONS. SHINE
Palazzo Strozzi, Firenze, 23 settembre-23 gennaio
Tra splendore e bagliore, preziosità e banalità, essere e apparire, è nella lucentezza (lo «shine» del titolo) che Jeff Koons attinge una delle principali caratteristiche della sua arte, dalla reinvenzione postmoderna del readymade alle grandi e polite sculture in metallo simili a giocattoli gonfiabili.Nella mostra fiorentina, elaborata dai curatori Arturo Galansino e Joachim Pissarro a diretto contatto con Koons, è proposta una vasta selezione tra i più celebri dipinti e sculture dell’artista americano, che mettono in discussione il nostro rapporto con la realtà quotidiana e il concetto stesso di opera d’arte.

JASPER JOHNS: MENTE/SPECCHIO
Philadelphia Museum of Art, Filadelfia; Whitney Museum of American Art, New York; 29 settembre-13 febbraio 2022
La più grande retrospettiva su Jasper Johns è talmente grande da svolgersi contemporaneamente in due musei distanti tra loro 150 km. Il Whitney Museum di New York e il Philadelphia Museum of Art hanno collaborato alla realizzazione di mostre gemelle, giocando, come spiega il curatore Carlos Basualdo, sull’uso che Johns fa nel suo lavoro della ripetizione e del rispecchiamento. Ognuna avrà una sala che ricreerà le prime importanti mostre degli anni Sessanta tenute da Leo Castelli e un paio di gallerie tematiche che esploreranno i motivi più noti di Johns: i numeri e le bandiere.

BARBARA KRUGER: THINKING OF YOU. I MEAN ME. I MEAN YOU.
Art Institute of Chicago; Los Angeles County Museum of Art; estate (date da confermare)
Nota per i suoi collage politici che combinano testo e immagini, Barbara Kruger (Newark, 1945) è al centro di una retrospettiva che raccoglie opere degli ultimi quattro decenni. Collage, installazioni, video e opere degli anni ’80 esplorano il ruolo dell’artista concettuale statunitense nell’avanzamento della critica culturale femminista. A Chicago i suoi lavori si vedranno anche su cartelloni pubblicitari, autobus e biglietti dei trasporti.

INFERNO
Scuderie del Quirinale, Roma, autunno
Nel settimo centenario della morte di Dante Alighieri, le Scuderie del Quirinale allestiscono una grande mostra sul tema dell’Inferno. A cura di Jean Clair, l’esposizione indagherà l’universo diabolico ripercorrendone la fortuna iconografica, dall’antichità ai nostri giorni. «È un tema complesso, probabilmente il più complesso che l’Occidente abbia mai inventato, osserva Clair. Ho solo un rimpianto. Che molte delle opere più belle, gli affreschi, i mosaici, le sculture dei timpani delle chiese, saranno assenti perché, evidentemente, non si possono spostare. Possiamo dire che l’Inferno sfugge ai musei!». Asse portante dell’intero percorso espositivo, la visione di Dante porta a interrogarsi sull’evoluzione storica del concetto del Male e sulla sua condanna. In mostra l’Inferno verrà esplorato di volta in volta come luogo di penitenza eterna e metafora dell’alienazione umana con opere di artisti, fra i molti, Botticelli, come Brueghel, Bosch, Salvator Rosa, Bronzino, Rubens, Tiepolo, Delacroix, Bouguereau, Blake, Grosz e Dix. Epilogo del percorso espositivo sarà una riflessione sul Paradiso, luogo della poesia e della rinascita spirituale ed estetica.

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