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Il tallone di Achille

L’arte è antisovranista

Achille Bonito Oliva: «L’arte non è una pratica solamente identitaria quanto piuttosto una partecipazione dove non ci sono confini»

«Napoleone davanti alla Sfinge», di Jean-Léon Gérôme

L’arte è quanto di più anti-sovranista ci sia. Essa vuole rivendicare dei valori assoluti che valgono per tutti, e Napoleone non fu certo l’unico ad avere adottato una strategia predatoria nella sua campagna d’Italia portando con sé capolavori dell’arte. Se pensiamo a come anche i tedeschi, con il loro amore per la cultura greca e latina, con la loro formazione di grande rispetto per l’archeologia, paradossalmente abbiano salvato delle testimonianze artistiche del passato molto importanti che possono oggi essere contemplate per esempio a Berlino.

Quindi, paradossalmente, alcuni Paesi europei che avevano, possiamo dire, un atteggiamento colonialista, hanno preservato portando con sé nel loro Paese queste opere che se fossero rimaste nella propria terra d’origine sarebbero state condannate a diventare pure rovine. L’arte non è una pratica solamente identitaria, non è solo frutto di una sensibilità patriottica, quanto piuttosto l’affermazione di un allargamento, una partecipazione dove non ci sono confini, non ci sono stranieri.

Achille Bonito Oliva, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



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