L’archeologo soldato

Stefano Miliani |

«Sapeva bene come l’affermazione a scopi biecamente nazionalistici di una specifica immagine identitaria possa comportare, oltre alla vessazione fisica e politica delle comunità ritenute ‘altre’, la minimizzazione - quando non la cancellazione - dei beni culturali di queste comunità». È un passaggio-chiave di Oro dentro, un libro inconsueto su un archeologo, Fabio Maniscalco, che oltre a parlarci di un passato recentissimo e tuttora aperto e problematico nei Balcani inquadra, indirettamente, alcune conseguenze del genocidio umanitario e culturale che l’Isis va compiendo in Siria. 

Hanno scritto questa inchiesta due giornalisti: Laura Sudiro, con una laurea in archeologia, e Giovanni Rispoli. Ricostruendo una vicenda purtroppo emblematica. Occorre dirlo subito: Maniscalco è stato ucciso da un tumore nel 2008, a 43 anni. A giudizio degli autori, quel cancro lo ha provocato l’esposizione a uranio impoverito
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