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L'anno del divino Raffaello

Ripartono le celebrazioni del cinquecentenario della morte

Una storia della predella della Pala di Fano del Perugino con l’Annunciazione (1497), alla quale forse collaborò il giovane Raffaello

Il 6 aprile 1520, come vuole la vulgata, si spegneva a Roma Raffaello Sanzio. Era nato a Urbino nel 1483. Grazie al coordinamento della Regione Marche, sono ripartite le celebrazioni per il cinquecentenario della morte, interrotte dal coronavirus.

Al Palazzo Ducale di Urbino, la Galleria Nazionale delle Marche espone l’enigmatico ritratto della «Muta» del 1507, allestito dall’ex direttore Peter Aufreiter. Il museo possiede anche una tavoletta con santa Caterina d’Alessandria di Raffaello (1502-03) e sette arazzi su suo disegno. È inoltre giunta in prestito dalla Chiesa di Santa Maria a Fano, almeno fino a settembre, la «Predella di Fano» del 1497 del Perugino con storie della Vergine, alla quale secondo alcuni studiosi collaborò il giovane Sanzio.

Prorogata al 27 settembre la mostra «Raphael Ware. I colori del Rinascimento», con 147 raffinati esemplari di maiolica rinascimentale italiana. Slitta invece all’autunno «Sul filo di Raffaello. Impresa e fortuna nell’arte dell’arazzo», organizzata con i Musei Vaticani e il Mobilier National di Parigi con oltre venti grandi arazzi ispirati all'Urbinate.

Sempre nel Palazzo Ducale di Urbino, nelle comunali Sale del Castellare, fino al primo novembre è di scena «Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della civiltà di corte», a cura di Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Soletti. Codici, opere, oggetti, armi e documenti raccontano la vita a corte a partire dal Cortegiano del Castiglione, amico del Divin pittore.

Vicino al Palazzo Ducale, la Casa di Raffaello custodisce opere del padre, Giovanni Santi, pittore, umanista e poeta che lo istradò all’arte. Al piano superiore ha sede l’Accademia Raffaello.

Sono in fase di riprogrammazione i nuovi spettacoli al Teatro Sanzio. Uno vedrà Alessandro Preziosi protagonista di un adattamento tratto da Raffaello. Una vita felice di Antonio Forcellino. Poi toccherà a David Riondino & Dario Vergassola con «Raffaello, La Fornarina, il Cinquecento e altre storie» e a seguire Matthias Martelli con «La leggenda del pittore divino».

A Loreto il Bastione Sangallo propone fino al 30 agosto «Ananias et Saphira. Raphael Invenit. Arazzo della collezione Bilotti Ruggi d’Aragona», con un arazzo tratto da un cartone di Raffaello, tessuto da Heinrich Mattens.

A Jesi, infine, i Musei Civici di Palazzo Pianetti, che avrebbero dovuto ospitare la mostra «Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica», l'hanno rimandata al 2021.

Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 409, luglio 2020



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