L’alternativa barcellonese ad Arco si chiama Swab

Sei gallerie italiane alla 12ma edizione della fiera d'arte contemporanea

Roberta Bosco |  | Barcellona

Ha lottato contro tutto e tutti per ritagliarsi uno spazio in un ambiente galleristico sempre refrattario alle novità. Swab, la fiera d’arte emergente, creata dal collezionista e architetto Joaquín Diez-Cascón e dalle sue figlie Marina e Carolina, celebra la 12ma edizione dal 26 al 29 settembre nel Padiglione Italiano della Fira de Montjuïc, con un programma rinnovato che comprende più di 300 artisti internazionali, una sessantina di gallerie e nuove sezioni curate.

Tra queste spicca «Mexico en femenino» con artiste che rivendicano la figura della donna e la riappropriazione del corpo come gesto di resistenza. Quest’anno nasce anche Swab Video Corner, uno spazio dedicato esclusivamente al video che negli ultimi anni è progressivamente sparito da Arco, anche se la fiera barcellonese non è paragonabile a quella madrilena sia per il formato sia per il concetto.

«Swab vuole offrire esperienze
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