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Musei

L’Albertina arriva prima sulla collezione Jablonka

Il museo austriaco si aggiudica la raccolta di 400 opere di arte tedesca e americana degli anni ’80 del collezionista, mercante e curatore

Rafael Jablonka e Klaus Albrecht Schroeder. © Albertina, Vienna

Vienna. Da quando nel 2017 Rafael Jablonka, collezionista, gallerista, mercante, curatore, annunciò di voler chiudere le sue attività in Germania, parecchi musei hanno sperato di aggiudicarsi la sua pregevole raccolta: 400 opere di arte tedesca e americana degli anni ’80, con lavori di artisti come Mike Kelley, Sherrie Levine, Michael Heizer, Eric Fischl, Philip Taaffe, Roni Horn, Francesco Clemente, Richard Deacon, Damien Hirst, Richard Avedon, Andreas Slominski e con un focus su Nobuyoshi Araki, di cui Jablonka ha collezionato 240 opere.

Ora l’istituzione dove appoggiare l’imponente corpus, nel frattempo fatto confluire in una fondazione, è stata scelta, ed è il museo Albertina di Vienna: da un lato perché la capitale austriaca è in posizione centrale tra la Polonia, dove Jablonka è nato, e la Svizzera dove ora risiede, ha spiegato il collezionista oggi 67enne, da sempre anche promotore delle arti e sensibile al divenire politico dell’Europa (famosa è la sua asta nel 1982 a favore di Solidarnosc). E poi perché «volevo individuare il museo migliore per gli artisti che spero fra 30 o 50 anni saranno importanti quanto oggi Picasso, e sono convinto che l’Albertina saprà occuparsi della mia collezione anche fra 100 anni».

Klaus Albrecht Schröder, che negli ultimi tempi è riuscito ad attirare diverse raccolte di prestigio nel museo viennese che dirige e alla cui guida è stato da poco riconfermato, si è detto particolarmente soddisfatto, visto anche il grande progetto che a marzo 2020 vedrà l’apertura della nuova sezione Albertina modern nel Künstlerhaus, un edificio ora sottoposto a un profondo restauro e in posizione centralissima, affacciato com’è sulla Karlplatz: «Integrando le nostre collezioni, ha detto Schröder, non sarà più necessario andare a Los Angeles o a New York per ammirare le visioni di Mike Kelley, e ora l’Albertina dispone anche di 7 sculture monumentali di Michael Heizer. Di Erich Fischl possiamo ora esporre 12 dipinti dagli ultimi 40 anni».

A partire dal 2020 diverse mostre presenteranno la Collezione Jablonka al pubblico, cominciando con Francesco Clemente, via via fino al 2021 con una mostra del fotografo giapponese Araki. La collezione è già arrivata Vienna, nel nuovo deposito creato dall’Albertina nell’ex museo Essl.

Flavia Foradini, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019



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