L'addio al Guggenheim di Nancy Spector

La decisione dopo le denunce di «razzismo istituzionale» da parte del personale curatoriale

Redazione |  | NEW YORK

Il curatore capo e direttore artistico del museo e della fondazione Solomon R. Guggenheim, Nancy Spector, a cui si devono importanti mostre su Félix González-Torres (1995), Matthew Barney (2003), Tino Sehgal (2010) e Maurizio Cattelan (2011-12), ha lasciato l’istituzione «per dedicarsi ad altri impegni curatoriali e per concentrarsi sulla sua tesi di dottorato», ha dichiarato in una nota il museo.

L’addio della Spector fa seguito alle denunce di «razzismo istituzionale» da parte del personale curatoriale precedente e attuale e chiede a lei, così come al direttore del museo e al direttore operativo, di dimettersi. Nancy Spector era in anno sabbatico da luglio, dopo mesi di polemiche sui social media, con l’accusa di aver maltrattato Chaédria LaBouvier, «guest curator» di colore di una mostra del 2019 su Jean-Michel Basquiat.

Secondo il Guggenheim, un’inchiesta indipendente sulle accuse, commissionata dallo stesso museo, non avrebbe trovato «alcuna prova che la sig.ra LaBouvier fosse soggetta a maltrattamenti sulla base della sua razza». LaBouvier ha lamentato in un tweet di non aver fiducia in un’indagine avviata dal Consiglio dopo che un suo stesso membro l’aveva messa in guardia dall’«andare contro il Guggenheim».

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