L’ABC: artista, critico e gallerista

33 sculture di Arnaldo Pomodoro nella galleria genovese di Antonio Borghese

«Arco», 2000,  di Arnaldo Pomodoro. © Arnaldo Pomodoro. Foto: Paolo Mussat Sartor
Anna Orlando |  | Genova

Genova indossa l’abito del contemporaneo. Lo fa, com’è fisiologico per questo settore, grazie all’attivismo delle gallerie che traggono linfa vitale dal mercato e dalla creatività degli artisti. Poco importa se giovani o anziani, se emergenti o storicizzati. Il mercato contemporaneo non pone limiti. Osa oltre i canoni estetici della tradizione sfidando fruitori attirati solo da ciò che già conoscono.

L’anagrafe in questa operazione di maturazione culturale c’entra molto poco. Lo dimostra il dialogo intergenerazionale tra un maestro della statura di Arnaldo Pomodoro, classe 1926, un critico maturo e affermato come l’editorialista de «Il Giornale dell’Arte» Flaminio Gualdoni, e il giovane gallerista Antonio Borghese di ABC-ARTE, nato a Basilea nel 1983, dal 2004 attivo tra Genova e Milano, dove ha studiato alla Bocconi.

Tre protagonisti di un progetto di grande spessore per Genova, la personale «Arnaldo Pomodoro. To scratch, draw, write», nella galleria fino al 14 ottobre. Una raffinata retrospettiva di 33 sculture in bronzo con superfici specchianti o attraversate da segni indecifrabili. Dalle prime «Tavole dei segni» del 1957 e 1960 alle «Cronache» del 1976, da «Papiro I, 1985-86» a «Torre a spirale, 1999», al nuovo millennio con il grande «Arco, 2000», sino ai «Frammenti da «L’arte dell’uomo primordiale» di Emilio Villa del 2004 e alle «Colonne» e al «Continuum X» del 2010.

«A Genova pareva venuto meno quell’humus fertile che porta progetti dalla valenza anche culturale oltre che meramente commerciale, spiega Gualdoni. Ecco perché ho accolto con grande piacere e non senza un po’ di stupore la richiesta di collaborazione da parte di un giovane gallerista, figlio degli anni Ottanta, che ha idee nuove e soprattutto una visione in cui fare mercato vuol dire anche fare cultura».

Borghese non punta tanto a scoprire giovani talenti, come tentano in molti, quanto a proporre una rilettura contemporanea dei grandi maestri. Ecco perché Arnaldo Pomodoro: «La sfida, con questa mostra, è presentare un artista che ha una bibliografia sterminata e un successo mondiale, spiega il critico, pensando alla “Sfera con sfera” nel piazzale delle Nazioni Unite a New York ormai parte dell’immaginario collettivo, in una galleria privata, ma con un taglio museale di riflessione». Una selezione nella quale la bellezza la fa da padrona.

L'orgoglio di portare a Genova Pomodoro
«Mi piace pensare che la nostra città sia capace di attrarre sempre più rilevanti figure internazionali. Pomodoro è un unicum artistico: non esistono maestri che possono essere paragonati a lui, né è possibile collocare il suo lavoro all’interno di correnti, movimenti e definizioni. Dal 2019 ABC-ARTE sostiene la documentazione e diffusione del lavoro di Nanni Valentini, considerato dagli addetti ai lavori, a partire da Lucio Fontana, un talento indiscusso e un artista fondamentale per la scultura ceramica del secondo Novecento. Fu proprio Arnaldo Pomodoro, attento sostenitore e collezionista di Valentini, a fornirci materiale utile e importante per il volume Nanni Valentini, L’interspazio tra il visibile ed il tattile. Da lì, un reciproco avvicinamento da cui nasce, anche grazie al supporto critico di Flaminio Gualdoni, la mostra in corso, realizzata con un impegno diretto del maestro e il contributo della Fondazione». [Antonio Borghese]

© Riproduzione riservata Antonio Borghese
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