L’abbazia sospesa sulle acque

Arabella Cifani |

Lo scorso maggio al Museo Borgogna di Vercelli è stato presentato un volume sui restauri dei dipinti dell’Abbazia di Lucedio (Vc). Fondata nel 1123 dai cistercensi francesi, che bonificarono i terreni paludosi d’intorno, fu importante centro di spiritualità, con un patrimonio terriero imponente. Sfruttando l’abbondanza delle acque, fu qui coltivato per la prima volta in Italia il riso. Entrata nell’orbita dei Savoia (1707), l’abbazia diventò proprietà dell’Ordine Mauriziano. Napoleone la donò a Camillo Borghese e nell’Ottocento passò di mano più volte. Molti e magnifici i resti medievali: il campanile, il chiostro, l’aula capitolare, la sala dei conversi. La prima chiesa fu sostituita fra 1766-69 con un edificio barocco.

Dopo anni di decadenza è stato avviato a partire dal 2001 il restauro degli ambienti abbaziali, che ha coinvolto Regione Piemonte e Provincia di Vercelli. In tale ambito si situa anche il
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Arabella Cifani