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Mostre

J’adore Dianora

Alla Galleria Carlo Rizzarda 58 abiti della stilista fiorentina Dianora Marandino, donati al museo

A sinistra, casacca Ninfea in tela di cotone dipinta, 1963-65 ca; a destra, abito Renette in tela di cotone dipinta, 1960-67 ca

Feltre (Bl). La Galleria di Arte Moderna e Contemporanea Carlo Rizzarda si è arricchita di una nuova donazione, incrementando la sua vocazione di raffinato polo delle arti applicate e decorative e proseguendo un iter collezionistico che dal suo fondatore in poi la configura come erede privilegiata di importanti raccolte di personalità dalle radici feltrine.

58 abiti realizzati dalla fiorentina «artigiana del tessuto», come lei stessa amava definirsi, Dianora Marandino (1912-2002) sono infatti stati donati dalla docente Antonia Guarnieri, figlia dell’intellettuale feltrino Silvio molto amico del marito della Marandino, il pittore Enzo Faraoni. La coppia di artisti fiorentini fu spesso ospite della famiglia Guarnieri, tanto da giustificare la presenza in città del più importante fondo di creazioni Marandino dopo quello donato da Faraoni al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti.

Alla nuova acquisizione, stimata 58mila euro, sarà dedicata presso la Galleria Rizzarda la mostra «Dianora Marandino. Trame di colore» (dal 25 gennaio al 26 aprile). Protagonista del recente volume Dianora Marandino artigiana del tessuto, curato da Gabriella Nocentini ed edito da Sillabe, la stilista seppe creare nel secondo Dopoguerra capi molto amati da vip come Liz Taylor, Anna Magnani e Geraldine Chaplin, grazie all’invenzione di una rivoluzionaria tecnica di pittura applicata direttamente al tessuto che rendeva ogni capo unico e inimitabile.

Marandino fu inoltre protagonista di spicco dell’intellighenzia fiorentina dell’epoca, tanto da collaborare non solo con il nascente sistema della moda rappresentato da Giovan Battista Giorgini o Emilio Pucci, ma anche con la michelucciana Galleria Vigna Nuova, centro propulsore della contemporaneità toscana.

Elena Franzoia, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020


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