Ivrea esporrà Olivetti nel triennio 2021-23

Accordo per la valorizzazione della collezione d'arte dell'azienda

Alessandro Martini |  | Ivrea (To)

Finalmente la capitale dell’Eporediese, già faro nel capitalismo d’impresa aperto al sociale grazie all’esperienza epocale dell’Olivetti (dal 2018 nella Lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco come «Città industriale del XX secolo»), riesce a dare un valore all’eredità artistica e culturale lasciata da Adriano Olivetti e dalla sua azienda.

L’accordo appena stipulato tra Comune di Ivrea, Associazione Archivio Storico Olivetti, Tim e Olivetti prevede la valorizzazione e la fruizione della raccolta di opere d’arte dell’azienda, da sempre protagonista nell’architettura (stabilimenti, residenze per dipendenti, servizi sociali e negozi, a firma di Figini e Pollini, Carlo Scarpa, Gardella e tanti altri), nel design per i prodotti e la comunicazione pubblicitaria (tra cui la leggendaria macchina da scrivere «Lettera 22» di Marcello Nizzoli e la «Valentina» di Ettore Sottsass), nella produzione editoriale con le celebri «strenne» e nella sponsorizzazione di grandi mostre d’arte.

È intanto annunciata per l’estate una mostra negli spazi del Museo Civico Garda di Ivrea, prima di una serie. La Collezione Olivetti, di proprietà della Tim,  è costituita da un patrimonio di centinaia di opere d’arte (dipinti, sculture, multipli d’arte, litografie e manifesti a tiratura limitata) di grandi artisti e designer del XIX e XX secolo, diversamente coinvolti dall’azienda fondata da Camillo Olivetti nel 1908 e portata a fama mondiale da Adriano, scomparso nel 1960.

È il risultato di un’azione collettiva di molti intellettuali chiamati da Olivetti a collaborare alle diverse iniziative interne e collaterali all’azienda, da Renzo Zorzi a Giorgio Soavi, da Riccardo Musatti a Geno Pampaloni. Si tratta di opere frutto di acquisizioni, premi, scambi o regali, ma spesso anche di committenze dirette dell’azienda a decine di artisti e designer, per diversi decenni e secondo un «progetto culturale» generato in seno all’impresa, in particolare grazie a Soavi, chiamato a lavorare alla rivista «Comunità» da Adriano, di cui sposò la figlia Lidia.

L’accordo prevede «l’individuazione di aree di collaborazione fra i diversi soggetti pubblici e privati per poter avviare una serie di attività sinergiche con positive ricadute a diversi livelli», fra cui lo studio della Collezione Olivetti, la sua valorizzazione e fruizione «anche implementata dalle conoscenze e dai materiali a cura dell’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea».

Le mostre previste nel triennio 2021-23 avranno focus dedicati, tra l’altro, al centenario della nascita di Zorzi (13 settembre 1921), all’Astrattismo e Informale nelle collezioni Olivetti e civica, al rapporto con l’illustratore Jean Michel Folon e a Soavi per il centenario dalla nascita (1923-2008).

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Alessandro Martini
Altri articoli in MOSTRE