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Opinioni

Italia interrotta: i fantasmi esistono e ci insegnano qualcosa

Le opere iniziate e mai finite non si contano in Italia

Viadotto Brache a Bomba (Chieti)

«Quando si parla di tutela del paesaggio, il mito principale è che tutela del paesaggio voglia dire lasciare la natura intatta. Ma la natura intatta non esiste più da molto tempo, in particolare in un Paese come l’Italia dove la natura, i nostri paesaggi più belli sono ormai fortemente antropizzati, trasformati dall’uomo nel corso dei secoli. Il rapporto tra architettura e natura, tra città e campagna è un problema di rapporto tra natura e cultura. Tra quello che la cultura ha impresso sulla natura, e che la natura ha potuto assorbire nel tempo con un certo livello di armonia, quando questa c’è stata.

Credo che nessuno abbia colto questo processo meglio di Goethe quando, durante il viaggio in Italia, davanti all’acquedotto di Spoleto dice che lì è ben evidente come l’architettura in Italia sia una seconda natura. Dunque bisogna vedere: le opere che creiamo adesso sono una seconda natura? Si inseriscono nel paesaggio con una certa armonia, o no? Possono un’architettura non finita, un ponte lasciato a metà, una piscina che non ha mai visto l’acqua, uno stadio che non ha mai funzionato eccetera, inserirsi con una loro funzionalità culturale dentro un paesaggio naturale? Perché il problema è: cosa ne facciamo di queste centinaia e centinaia di testimonianze della nostra insipienza? Le lasciamo, appunto, come testimonianza dei nostri errori? O le distruggiamo tutte con le bombe, con la dinamite? [...]

Forse bisognerebbe che la riflessione su questo tema considerasse più in generale il motivo per cui “guardare” queste rovine, prima di dimenticarle. [...] Quindi, nel riflettere sulle rovine del presente e del futuro che stiamo creando, è possibile immaginare che si possa creare un libretto d’istruzioni (reale o metaforico) che ne accompagni alcune rendendole visitabili e accessibili, come un monumento di se stesse o forse un monumento della nostra insipienza [...]»

Salvatore Settis
archeologo e storico dell’arte

L'ITALIA INTERROTTA
Malaffare, clientelismo, incompetenza e improvvisazione hanno partorito in Italia una spropositata quantità di edifici incompiuti. I due gruppi di architettura Alterazioni Video e Fosbury Architecture hanno condotto una ricerca per oltre un decennio, dunque a partire dall’inizio della più grande crisi economica dal dopoguerra, che ha prodotto anche una mappatura di queste opere incompiute che sono distribuite un po’ dovunque. «Incompiuto: Nascita di uno Stile», è il titolo del volume recentemente pubblicato da Humboldt Books, da cui è tratto il brano pubblicato.

Salvatore Settis, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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