Isgrò catturato da Moby Dick

Antologica alla Fondazione Cini curata da Germano Celant in collaborazione con l'artista

Emilio Isgrò all'opera. Foto di Andrea Valentini
Camilla Bertoni |  | Venezia

«Sarà come entrare nel ventre di Moby Dick, nel ventre dell’inconscio globale della società attuale». Così Emilio Isgrò sintetizza l’esperienza da vivere alla sua grande antologica, curata da Germano Celant in collaborazione con l’artista e con la Fondazione Emilio Isgrò, che sarà inaugurata il 14 settembre alla Fondazione Giorgio Cini (fino al 24 novembre). Un percorso che intende raccontare la lunga carriera dell’artista: nato nel 1937 a Barcellona di Sicilia, dal 1964 ha iniziato a operare le prime cancellazioni di pagine scritte, gesto diventato identificativo della sua poetica.

Il testo con cui per la prima volta ora Isgrò si confronta è quello di Moby Dick, «un romanzo, spiega, che mi ha catturato come la balena cattura il capitano Achab, che ho scelto senza nemmeno sapere che cadono proprio quest’anno i duecento anni dalla nascita del suo autore». Il catalogo sarà come un volume
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