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Invasione nel mercato: arrivano i tedeschi DDR | 4

Perché l'arte Ddr può diventare un brand

Wilhelm Lachnit, «Gliederpuppe», 1948

Heisig (record in asta di 56mila euro, ottenuto nel 2007 per un dipinto della metà degli anni Ottanta) è una delle figure tipiche di quella generazione. Non ha mai negato di avere fatto parte delle SS sotto il nazismo, è stato accusato ingiustamente di essere stato un informatore della Stasi, ma era nella stanza dei bottoni dell’arte della Ddr, quanto meno come direttore dell’Accademia di Lipsia. Non pare, comunque, fosse particolarmente amato da colleghi stilisticamente più ortodossi rispetto al Realismo socialista, ad esempio dal più anziano Georg Kretzschmar (1889-1970), e faticò a essere ammesso come studente dalla stessa Accademia che avrebbe poi diretto; comunque abbandonò gli studi proprio perché non tollerava una didattica mirata alla formazione di uno «stile socialista».

Più volte, già dagli anni Sessanta, prese posizione contro l’estetica di regime; eppure, nel 1977, quando con un incredibile atto di coraggio l’allora direttore di Documenta Manfred Schneckenburger lo volle in mostra insieme a Werner Tübke, Willi Sitte e Wolfgang Mattheuer (connazionali di Heisig Oltrecortina), i colleghi dell’Ovest come Gerhard Richter, il transfuga Georg Baselitz e Markus Lüpertz decisero, per protesta, di ritirare i loro dipinti. In quell’edizione di Documenta c’era anche A.R. Penck (1939-2017), che tre anni dopo sarebbe stato espulso dalla Ddr: certo, Penck stilisticamente non era accostabile al realismo espressionista, iconograficamente legato a temi di denuncia storica e sociale, che improntava i quadri di Sitte ed Heisig presentati in quell’occasione. Heisig, di tutti, era quello più vicino a una poetica esistenzialista in cui carne, sangue e dolore erano evocati con la memoria a Lovis Corinth e a Max Beckmann.

Caduto il Muro, non cessò l’ostilità nei suoi confronti, stavolta per avere accettato l’incarico di dipingere il ritratto del cancelliere Helmuth Schmidt (un vero pittore di sinistra non poteva lavorare per un politico che sosteneva l’installazione di missili americani sul suolo tedesco). Se il più odiato resta un altro realista espressionista come Willi Sitte (1921-2013), non foss’altro per la sua lunga militanza nell’apparato, prima come presidente del Verband Bildenden Künstler (l’associazione nazionale degli artisti) e potentissimo membro del Partito (posizione attraverso la quale poteva decidere il destino professionale di molti colleghi), il «catalogo» dell’arte ex Ddr è abbastanza assortito da accontentare diversi desideri collezionistici.

Werner Tübke (1929-2004), che con Mattheuer ed Heisig costituiì la cosiddetta Scuola di Lipsia (da cui discende il sessantenne Neo Rauch, oggi quotatissimo), noto per un gigantesco dipinto dedicato alla Guerra dei Contadini, praticava una sorta di realismo magico con inflessioni neosurrealiste. Piacque anche a Tiziano e Paola Forni, che lo vollero nella loro galleria di Bologna. Mattheuer praticava invce un realismo grottesco, a forte carattere allegorico, contaminato da uno stile illustrativo (non lontano da quello di alcuni pittori contemporanei cinesi approdati nelle aste dalla seconda metà degli anni Novanta), che lo rende oggi molto apprezzato.

Ma restano altre individualità tra cui pescare. Ad esempio un assorto realista magico un po’ à la Gnoli come Kurt Dornis (1930), portatore della malinconia tipica degli anni del tramonto del regime. E poi i non allineati, come l’astrattista Hermann Glöckner (1889-1987, 161.200 euro il suo record, ottenuto a un’asta Lempertz nel 2017), il surrealista astratto Gerhard Altenbourg (67.100 euro per «Nach», 1945, in un’asta Ketterer Kunst del 2011) o Carlfriedich Claus, erede del tagliente segno di Dürer e Klee (19.840 euro per un disegno del 1965 battuto ancora da Lempertz lo scorso anno). Realista surrealista con venature grottesche e boteriane è infine Eberhard Heiland (1935-2005), sorridente ritrattista di operai e minatori.

A proposito di artisti di regime, sarà bene chiarire che tra loro non c’è nessuno che si avvicini alla grandezza di Mario Sironi. Ma non è escluso che l’appartenenza all’ultima generazione europea della figurazione sotto un regime autoritario, il loro problematico rapporto con il potere e l’indipendenza manifestata dai pochi aniconici attivi fra loro siano tutti elementi che possono stuzzicare l’appetito di un collezionismo che, considerata la penuria di idee prodotte dagli artisti d’oggi, va a cercarsi qualche soddisfazione nel passato prossimo, nel vintage astrattista e nella morbosa gratificazione sempre offerta dalla pittura di figura (a proposito, abbondano nella pittura di Sitte nudi così lividi da far concorrenza a Freud) eseguita con innegabile mestiere.

Ecco i cinque grandi maestri dell’est:
prezzi massimi da 37mila euro a 193mila. ancora per quanto tempo?
a cura di Jenny Dogliani

Willi Sitte
32.000 euro (esclusi diritti d’asta) record «Komödianten», 1954-63, olio su tavola, 106,5x106 cm, Dr. Irene Lehr
Kunstauktionen GmbH, Berlino, 29 aprile 2006 [9mila euro]
16.000 euro (esclusi diritti d’asta) «Trinkender Karbidarbeiter», 1964, olio su masonite, 50x38,5 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 26 ottobre 2019 [12.000 euro]

Werner Tübke
134.400 record «Bildnis Gisela Schulz», 1969, olio su tela, 75,4x45,3 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 4 maggio 2019 [90.000 euro]
34.000 euro (esclusi diritti d’asta) «Thunderstorm Atmosphere Near Frose», 1948, olio su tela, 94x141 cm, Van Ham Kunstauktionen, Colonia, 29 maggio 2019 [10.000-15.000 euro] NOTE (è il sesto miglior prezzo di sempre; gli altri prima sono intorno ai 40mila euro nel 2004, 2006 e 2016)

Wolfgang Mattheuer
193.750 euro record «Sturz des Ikarus II», 1978, olio su tela, 100,5x125,5 cm, Ketterer Kunst GmbH & Co Kg, Monaco di Baviera, 7 dicembre 2019 [30.000-40.000 euro; nella foto a p. 8]
112.500 euro «Oh Caspar David», 1975, olio su tavola, 58,8x83 cm, Ketterer Kunst GmbH & Co Kg, Monaco di Baviera, 7 dicembre 2019 [20.000-30.000 euro] N.B.: (è il secondo miglior risultato di sempre, il terzo è un 68mila ca del 2012)

Bernhard Heisig
56.000 euro (esclusi diritti d’asta) record «Um die Wurst», 1984-85 ca, olio su tela, 120,5x140,7 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 27 ottobre 2007 [25.000 euro]
37.500 euro «Die Verspottung der Unvernünftigen», 1984, olio su tela, 180x180 cm, Ketterer Kunst GmbH & Co KG, Monaco di Baviera, 7 dicembre 2019 [25.000-35.000 euro]

Hermann Glöckner
161.200 record «Rechtwinkelige Durchdringung: Zeichen F auf Schwarz», 1932 ca, tempera, carta e vernice su cartoncino, 50x35x0,3 cm, Kunsthaus Lempertz, 31 maggio 2017 [40.000-50.000 euro]
128.000 euro (secondo miglior prezzo di sempre) «Verschränkung von Kühl und Warm auf Kupfer», 1933-35, tecnica mista su carta, 50x35x0,3 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 4 maggio 2019 [80.000 euro]


INVASIONE NEL MERCATO: ARRIVANO I TEDESCHI DDR
1. La riabilitazione degli artisti
2. Cade l'ultimo muro
3. Le rassegne tedesche che hanno posto le basi del successo
4. Perché l'arte Ddr può diventare un brand

Franco Fanelli, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020


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