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Invasione nel mercato: arrivano i tedeschi DDR | 3

Né dissidenti né allineati

«Oh Caspar David», 1975, di Wolfgang Mattheuer

Berlino. Anche gli artisti dell’ex Germania Est subirono la gogna di una mostra in cui la loro arte venne, se non nel titolo almeno nei fatti, bollata come «degenerata». Accadde a Weimar nel 1999, dieci anni dopo la caduta del Muro di Berlino. Il curatore Achim Preiss, oggi sessantatreenne, organizzò nella città del Bauhaus una rassegna dal titolo «Ascesa e caduta del Modernismo». La parte principale era allestita nel Residenschloss della città; le opere degli artisti rimasti nella Ddr, invece, vennero confinate nel Gauforum, un edificio nazista, appesi su più file su squallidi teloni di plastica.

A riunificazione avvenuta, insomma, anche il mondo accademico dell’arte occidentale riteneva opportuno ribadire il concetto che qualunque artista fosse rimasto a lavorare durante il comunismo senza fuggire a Ovest, al contrario ad esempio, di Baselitz, andava indiscriminatamente identificato come artista di regime.

La rassegna «Utopia e tramonto. Arte nella Ddr», curata da Steffen Krautzig per il Kunstpalast di Düsseldorf e premiata da «Il Giornale dell’Arte» come migliore mostra del 2019 è una di quelle esposizioni che negli ultimi tempi hanno cercato di operare dei distinguo, di separare le individualità degli artisti e di conferire almeno una dignità storica, se non estetica, alla loro produzione. Si tenga conto che ancora nel 2009 la mostra «Sessant’anni, sessanta opere», presentata al Martin Gropius-Bau di Berlino, e incentrata sull’arte contemporanea tedesca, escludeva tutti gli artisti non dissidenti dal regime di Honeker.

Oltre ai musei e ai curatori, ora si sta accorgendo di loro anche il mercato, che entra in un territorio in gran parte poco sfruttato. Lo fa non tanto puntando sull’effetto Ostalgie, quanto andando a cogliere gli elementi di turbamento e le contraddizioni espresse da un’arte che solo in parte rispondeva ai dettami del Realismo socialista.

La recente performance in asta di «La caduta di Icaro II» di Wolfgang Mattheuer (1927-2004) riguarda un quadro contenente un’iconografia attraverso la quale i pittori della Ddr meditavano sul fallimento degli ideali socialisti; lo stesso accade nel grande «Vita e tempo», il quadro di Bernhard Heisig (1925-2011) allestito non senza polemiche nella caffetteria al primo piano del Reichstag: in quell’opera non è una navicella spaziale a conoscere il destino dell’ambizioso figlio di Dedalo, ma una macchina volante di un pioniere ottocentesco dell’aviazione tedesca, Otto Lilienthal.

Ecco i cinque grandi maestri dell’est:
prezzi massimi da 37mila euro a 193mila. ancora per quanto tempo?
a cura di Jenny Dogliani

Willi Sitte
32.000 euro (esclusi diritti d’asta) record «Komödianten», 1954-63, olio su tavola, 106,5x106 cm, Dr. Irene Lehr
Kunstauktionen GmbH, Berlino, 29 aprile 2006 [9mila euro]
16.000 euro (esclusi diritti d’asta) «Trinkender Karbidarbeiter», 1964, olio su masonite, 50x38,5 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 26 ottobre 2019 [12.000 euro]

Werner Tübke
134.400 record «Bildnis Gisela Schulz», 1969, olio su tela, 75,4x45,3 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 4 maggio 2019 [90.000 euro]
34.000 euro (esclusi diritti d’asta) «Thunderstorm Atmosphere Near Frose», 1948, olio su tela, 94x141 cm, Van Ham Kunstauktionen, Colonia, 29 maggio 2019 [10.000-15.000 euro] NOTE (è il sesto miglior prezzo di sempre; gli altri prima sono intorno ai 40mila euro nel 2004, 2006 e 2016)

Wolfgang Mattheuer
193.750 euro record «Sturz des Ikarus II», 1978, olio su tela, 100,5x125,5 cm, Ketterer Kunst GmbH & Co Kg, Monaco di Baviera, 7 dicembre 2019 [30.000-40.000 euro; nella foto a p. 8]
112.500 euro «Oh Caspar David», 1975, olio su tavola, 58,8x83 cm, Ketterer Kunst GmbH & Co Kg, Monaco di Baviera, 7 dicembre 2019 [20.000-30.000 euro] N.B.: (è il secondo miglior risultato di sempre, il terzo è un 68mila ca del 2012)

Bernhard Heisig
56.000 euro (esclusi diritti d’asta) record «Um die Wurst», 1984-85 ca, olio su tela, 120,5x140,7 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 27 ottobre 2007 [25.000 euro]
37.500 euro «Die Verspottung der Unvernünftigen», 1984, olio su tela, 180x180 cm, Ketterer Kunst GmbH & Co KG, Monaco di Baviera, 7 dicembre 2019 [25.000-35.000 euro]

Hermann Glöckner
161.200 record «Rechtwinkelige Durchdringung: Zeichen F auf Schwarz», 1932 ca, tempera, carta e vernice su cartoncino, 50x35x0,3 cm, Kunsthaus Lempertz, 31 maggio 2017 [40.000-50.000 euro]
128.000 euro (secondo miglior prezzo di sempre) «Verschränkung von Kühl und Warm auf Kupfer», 1933-35, tecnica mista su carta, 50x35x0,3 cm, Dr. Irene Lehr Kunstauktionen GmbH, Berlino, 4 maggio 2019 [80.000 euro]


INVASIONE NEL MERCATO: ARRIVANO I TEDESCHI DDR
1. La riabilitazione degli artisti
2. Cade l'ultimo muro
3. Né dissidenti né allineati
4. Perché l'arte Ddr può diventare un brand

Franco Fanelli, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020


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