Invasione nel mercato: arrivano i tedeschi DDR | 1

La riabilitazione degli artisti

Record d’asta per Wolfgang Mattheuer: «Sturz des Ikarus II», 1978, venduto a 193.750 euro il 7 dicembre 2019 da Ketterer Kunst GmbH & Co Kg, a Monaco di Baviera
Anna Somers Cocks |

Berlino. «Non ci sono artisti nella Ddr, se ne sono andati tutti... Gli artisti della Germania dell’Est non sono altro che cheerleader del regime, sono dei pezzi di merda», dichiarava nel 1990 Georg Baselitz dopo la riunificazione delle due Germanie. Questa celebre dichiarazione apparsa sulla rivista «Art» esprimeva il pensiero di gran parte dell’establishment dell’arte della Germania occidentale, che condannava gli artisti dell’Est a decenni di oscurantismo. Le direzioni dei principali musei dell’Est vennero affidate quasi tutte a tedeschi dell’Ovest, che misero le collezioni in magazzino e al loro posto esposero l’arte del loro Paese. Dipinti, sculture, disegni, stampe e fotografie commissionati dalle autorità della Ddr fuorono rimossi dagli edifici pubblici, dal Parlamento, da municipi, università, campi vacanze estivi e circoli giovanili.

Per 25 anni 23mila opere d’arte degli Stati
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© Riproduzione riservata La «Guerra dei contadini» (particolare), la monumentale veduta di Werner Tübke esposto nel Panorama Museum della cittadina tedesca di Bad Frankenhausen, in Turingia
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