Inganni e voyeurismo

Francesca Romana Morelli |  | Roma

Nelle due sedi della T293 Lorenzo Scotto di Luzio e Tschabalala Self

Nei lavori di Lorenzo Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972) gioca un ruolo strategico il senso di ambiguità che scaturisce da sentimenti contrastanti costruiti con «premeditazione» setacciando la vita di tutti i giorni, fino a individuare delle «sacche di assurdità». L’artista paragona questa pratica ai disegni di figure bidimensionali sviluppate intorno al 1915 dallo psicologo danese Edgar Rubin. Notissimo quello in cui due profili avvicinati formano allo stesso tempo un bicchiere di cristallo: che cosa si vede dipende solo dal punto in cui si focalizza l’occhio di chi guarda.

Tschabalala Self, «For the Gods», 2015. Courtesy the artist and T293Fino al 26 marzo T293 inaugura la sede a Trastevere con un suo nuovo ciclo di opere. L’artista teatralizza frammenti di una realtà feroce vissuta dalla società dello spettacolo e mette l’accento, con ironia e spirito beffardo, sulla paura del fallimento e le pulsioni
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