Inaugurato in Francia il foro romano dell’antica Bagacum

Tra 2009 e 2020 il restauro delle vestigia e del fragile criptoportico ha mobilitato un investimento di 9,6 milioni di euro

Render del foro romano di Bavay (Francia)
Luana De Micco |  | Bavay

In cantiere dal 2020, è stato inaugurato il 14 maggio il nuovo percorso di visita del foro romano di Bavay. Ora al coperto, è all’ombra di un ampio portico di più di 6mila mq, sorretto da una trentina di colonne sottili alte 13 m, dall’architettura piuttosto minimalista e discreta, che permette di proteggere il fragile sito archeologico. Il progetto, comprendente anche il restauro delle vestigia, ha mobilitato un investimento di 9,6 milioni di euro, finanziati dal Dipartimento Nord (4,3 milioni) e dalla Regione Hauts-de-France (3,6), con il sostegno dello Stato (1,7).

È il più grande foro romano mai rinvenuto in Francia (240x110 m). Bavay era l’antica Bagacum, il capoluogo (civitas) del popolo dei Nervi, nella provincia romana della Gallia Belgica, al tempo di Augusto. Un centro urbano importante, al crocevia di diversi assi stradali, tra cui quello che collegava le attuali Boulogne-sur-Mer e Colonia. Tra il III e il IV secolo furono costruite imponenti mura di cinta, di cui restano ancora alcuni tratti, alte 8 m per proteggere la città dalle invasioni dei barbari. Le prime scoperte risalgono al ’700. Nel 1862 il sito fu iscritto nel registro dei monumenti storici.

Gli scavi ripresero dopo la seconda guerra mondiale, quando furono rinvenuti gli elementi del criptoportico, con le arcate alte 4 m. Nel 1976 fu aperto il museo, che presenta gli oggetti rinvenuti durante gli scavi. Tra il 2009 e il 2011 il Dipartimento Nord ha avviato una campagna urgente di recupero del sito con la decisione nel 2020 di realizzare un «tetto» per salvaguardare il criptoportico dalle intemperie.

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