In Puglia il Segretario è un «accademico d’onore»

Le azioni mirate di Maria Piccarreta generano microeconomie e mettono in moto il territorio

Maria Piccarreta
Massimiliano Cesari |

Dal 18 gennaio 2021 la Puglia ha un nuovo Segretario regionale del Ministero della Cultura (MiC): l’architetto Maria Piccarreta:
nata a Roma nel 1968, succede a Salvatore Patamia. Già soprintendente della Sabap per le province di Brindisi Lecce e Taranto, Soprintendente
ad interim per la Sabap della Città metropolitana
di Bari e per la Sabap per le province di
Barletta-Andria-Trani e Foggia, la Piccarreta affronta una nuova sfida in un settore apparentemente lontano dalla tutela, funzione principe delle Soprintendenze, ma strategico per il funzionamento del Ministero sul territorio regionale.
Nel 2019, quando dirigeva la Soprintendenza
di Brindisi, Lecce e Taranto le è stato assegnato
il premio Zanotti Bianco per lo spiccato senso dello Stato e la meritoria azione nel campo della tutela del patrimonio storicoartistico; lo scorso 24 giugno ha ricevuto il titolo di «accademico d’onore»
in occasione del 60mo anniversario dell’Accademia di Belle Arti di Lecce.
Segretario, di che cosa si occupa la struttura che lei dirige e quali sono i rapporti con le istituzioni territoriali?
È l’Ufficio territoriale del Segretariato Generale.
Ha compiti di coordinamento nell’ambito della Regione di competenza. In Puglia è l’Istituto che gestisce con la Regione il piano paesaggistico. Con la Regione abbiamo rapporti di condivisione delle linee e strategie in materia paesaggistica. Con le altre istituzioni i rapporti sono specificatamente dovuti al ruolo di coordinamento del Segretariato.
Lei si è occupata prevalentemente di tutela e anche attualmente ricopre l’incarico
di soprintendente ad interim presso le Sabap di Foggia e Bari. Quali sono le differenze tra queste due funzioni?
La Soprintendenza ha competenze esclusive riguardo alla tutela, all’esercizio di vigilanza nei territori di competenza. È l’Ufficio in prima linea del Ministero. Il Segretariato, molto sinteticamente, ha competenze in materia di tutela, ma nel suo mirato ruolo di coordinamento, è poi la stazione appaltante per gli interventi finanziati con fondi ministeriali e ha specifiche competenze in materia di personale, costituisce il tramite privilegiato tra gli Istituti e gli Uffici centrali del Ministero. Il rapporto è di stretta collaborazione, di supporto alle articolazioni del Ministero nei territori.
Il Segretariato si occupa anche dell’aspetto prettamente economico del Ministero in Puglia, quali sono i progetti in corso e in previsione?
Stiamo lavorando per colmare l’inevitabile rallentamento causato dalla pandemia. Abbiamo chiuso cantieri importanti, si pensi al Museo Archeologico di Santa Scolastica a Bari. L’artista Edoardo Tresoldi ha impiantato al piano terra della nostra sede il suo quartier generale per i prossimi due anni circa, per progettare e realizzare un’opera nell’area archeologica di San Pietro in Bari vecchia. Per noi è un’esperienza unica, affascinante e straordinaria seguire quotidianamente l’evoluzione del progetto; il genio creativo di Tresoldi e del suo staff pervade l’intero Isolato 49 contagiandoci tutti nel fermento che caratterizza la creazione di un’opera.
L’emergenza sanitaria ha assestato un duro colpo al settore cultura e alle tante associazioni e cooperative di giovani del settore. Che cosa può fare il Ministero per sostenere queste realtà che rischiano di scomparire?
Tutto il settore ha subito un durissimo colpo. I nostri Uffici hanno il dovere di lavorare per creare nuove occasioni di ripresa. Ad esempio, attraverso interventi sul patrimonio culturale dobbiamo creare le occasioni perché sfruttando le norme vigenti si abbia piena concretezza dei progetti strategici di fruizione e partecipazione al patrimonio culturale. Penso che sia necessario agire con determinazione e coraggio perché si possano perseguire i nostri molteplici compiti istituzionali, strutturando azioni sulle quali costruire occasioni di sviluppo del settore culturale e creativo. In questo momento, ad esempio, appaltare un intervento di restauro del nostro patrimonio deve voler dire che attraverso una mirata azione scientifica, culturale ed economica, si generi una serie di attività tali da creare quelle micro economie di scala indispensabili per mettere in moto il territorio. È un appuntamento che non possiamo mancare.
q Massimiliano Cesari

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