In Maremma tra spiagge, boschi e opere d'arte

Il festival Hypermaremma torna a celebrare il matrimonio tra arte e territorio della Toscana meridionale

Mandalaki, «Inno al sole», 2021. Courtesy Hypermaremma
Guglielmo Gigliotti |

La terza edizione di Hypermaremma (15 luglio-15 settembre) torna a celebrare il matrimonio tra arte e territorio della Toscana meridionale, come da intento degli organizzatori, i galleristi Giorgio Galotti e Carlo Pratis.

Sulla spiaggia di Terre di Sacra, all’interno dell’oasi naturalistica del Lago di Burano, campeggia la grande scritta al neon «Spazio amato» di Massimo Uberti. Davanti al mare della baia di Talamone il gruppo Mandalaki allestisce il suo «Inno al sole» con proiezioni di luci policrome.

Nell’azienda vinicola Terenzi, il cancello in ferro battuto di Emiliano Maggi, con sculture in ceramica, s’innalza come una Venere che sorge dalle acque («Venus anadyomene» è il titolo). Michela De Mattei installa la sua «Sinfonia per orci» alle Terme di Vulci: una serie di orci si fanno infatti cassa armonica di melodie preregistrate.

Nei campi di Fonteblanda Moira Ricci trasforma una trebbiatrice in un’astronave. Ivana Dal Cin raccoglie, in «Ummamaremma», testimonianze e racconti di 24 abitanti dell’area, a cui ha allegato singoli oggetti della loro vita. Infine, Gaia De Megni si appella, con la performance «Il mito dell’eroe», all’ironia spaesante di un uomo in divisa militare che, posto su un piedistallo in mezzo a un bosco, marcia sul posto.

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