Il titanio spiega il collasso maya: siccità

Antonio Aimi |  | Tikal

È difficile capire la continua coazione a ripetere che spinge specialisti estranei all’archeologia a proporre modelli unilineari e unidirezionali per spiegare il collasso della cultura maya del Periodo Classico (300-900 d.C.). Che si tratti del solito imperialismo disciplinare di chi, lavorando nel settore delle scienze esatte, pensa di potersi muovere senza problemi nei terreni «altrui»?

Questa è la domanda che, inevitabilmente, ci si pone leggendo i risultati di due recentissime ricerche di scienziati americani. Nel primo caso André Droxler, un geologo della Rice University, analizzando alcuni carotaggi delle rocce della barriera corallina del Belize, ha rilevato una presenza di titanio inferiore alla media tra l’800 e il 1000 d.C., segno inequivocabile di minori piogge. «E quando ci sono grandi siccità, cominciano le carestie e i disordini», ha concluso acutamente Droxler.

Nel secondo caso, la
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