Il tempo nell’armadio

Julio Vaquero alla Torbandena

Franco Fanelli |  | Trieste

È realista come l’amico e maestro Antonio López García, però è nato nella Barcellona di Tàpies: la pittura di Julio Vaquero (1958) si sviluppa su una doppia radice. Da un lato la sensibilità per il dato reale, dall’altro l’alchimia della materia pittorica da cui affiorano oggetti e ambienti. La Galleria Torbandena ospita sino al 31 dicembre una sua personale.

Vi è documentata, attraverso quattro oli di grande formato, altre opere più piccole e tre disegni a guazzo, la produzione di un anno. Quella di Vaquero è una quotidianità indagata mettendo a fuoco reperti, arredi e altre testimonianze cariche di vissuto e dunque di affetti: i soggetti dei suoi quadri sono armadi antichi, alcuni aperti per lasciare traboccare il loro disordinato contenuto; e poi cassapanche, portaritratti, oppure dettagli che mettono a fuoco brani di tappezzerie damascate o cornici appese. «Fragmentos» li intitola
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