Il senso di Samorì per il sacro in Pescheria

L’artista, che ha preso parte al Padiglione italiano della Biennale di Venezia del 2015, descrive i rimandi a santi ed eremiti per la sua mostra creata per il Centro Arti Visive di Pesaro

Centro Arti Visive Pescheria
Stefano Miliani |

Pesaro (Pesaro-Urbino). «“La candela per far luce deve consumarsi” è l’ultima frase attribuita a san Carlo Borromeo. Ha a che fare con la natura delle immagini, che per brillare si mettono in pericolo, e trasmette un senso del sacro. Per questo ho intitolato così la mia mostra pesarese». Lo spiega Nicola Samorì, artista nato nel 1977 che, fino al 1 ottobre,  impagina un palinsesto concepito con forti rimandi al sacro nel Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, con la cura di Marcello Smarrelli.

«Eccetto un paio, sono tutti lavori inediti. Cinque sculture di oltre tre metri in legno costituiscono un colonnato alternato alle colonne dell’ex mercato; possono ricordare il legno dilavato ma in realtà  hanno imperfezioni speculari», racconta l’artista, che nel 2015 ha preso parte al Padiglione italiano della Biennale di Venezia. Su una parete dell’ex Pescheria, che ingloba l’ex chiesa del
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© Riproduzione riservata Nicola Samorì Nicola Samorì Lingua Greca 2017
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