Il ruolo dell’Ucraina nella fiera d’arte più discreta del mondo

Alla Biennale di Venezia, sulla scia dell’invasione russa, una parte della capacità di spesa della mostra viene indirizzata verso buone cause

Quest’anno la Biennale di Venezia presenta la mostra pop-up «Palianytsia» di Zhanna Kadyrova, che raccoglie fondi per sostenere gli artisti ucraini. Cortesia di Zhanna Kadyrova
Scott Reyburn |

La Biennale di Venezia è la fiera d’arte più discreta del mondo: che ruolo ha l’Ucraina?
Sulla scia dellʼinvasione russa, una parte della capacità di spesa della mostra viene indirizzata verso buone cause

di Scott Reyburn

Se da molti decenni la Biennale di Venezia è considerata la panoramica più prestigiosa e completa circa lo stato più recente della cultura visiva principalmente occidentale, lo 0,1% più ricco continua a trattarla come la fiera d’arte più esclusiva e discreta del mondo.

Le nuove tele del giovane pittore astratto britannico-nigeriano Jadé Fadojutimi, quattro delle quali sono state vendute per più di 1 milione di dollari alle aste recenti, il mese scorso hanno «scatenato una mania collezionistica» nella mostra centrale, «Il latte dei sogni», secondo la newsletter specializzata in mercato dell’arte Baer Faxt, «portavoce» di Josh Baer, consulente e commentatore d’arte
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