Il romanzo dell'arte di Claudio Strinati

Lo storico dell’arte racconta la sua visione della bellezza e della storia

Leonardo da Vinci, «San Giovanni Battista», 1513 (particolare)
Marco Bussagli |

È scritto come la vita di oggi il romanzo di Claudio Strinati, saggista, musicologo, storico dell’arte, di fama internazionale, che ha scelto questa forma narrativa per raccontare la sua visione della bellezza e della storia. Sì, come la vita di oggi: intermittente e frammentaria. 

La storia è semplice. David è uno studente universitario canadese che vuole studiare il nostro Rinascimento su cui deve scrivere la tesi. Il suo professore lo spedisce nel «bel Paese» per togliersi dalla testa quella pedanteria libresca che spesso accompagna lo studio condotto solo su libri e foto.

A guidarlo nel suo percorso, oltre a un programma serrato e ben costruito che lo porterà nelle più importanti città d’arte della penisola, provvedono le e-mail inviategli dal docente.

Queste, però, sono inframezzate – di volta in volta – dai dialoghi di chi lo studente incontra, dalle incursioni dell’i-pod, dagli annunci delle fermate della metropolitana di Roma, di Milano, del treno ad alta velocità per Venezia, dalle riflessioni dei tassinari della città eterna, ma pure dagli sms, da whatsapp, dalle spiegazioni di Wikipedia, dai suoi pensieri e dalle sue impressioni senza distinzione di gerarchia sulla pagina del libro.

Solo il diverso carattere a stampa ci permette di distinguere le situazioni. Ne viene fuori un flusso continuo di rimandi, d’immagini e di circostanze che ti avviluppa in un gorgo narrativo affascinante.

In tutto questo, Claudio Strinati, ha modo di (far) dire la sua sul Rinascimento, sul Manierismo, su artisti più o meno grandi del Cinquecento; ma non da cattedratico e saggista, come ha sempre fatto in punta di penna; con quella libertà del narrare che un testo scientifico non prevede e quella spontaneità che è un ulteriore valore aggiunto del romanzo; per poter leggere finalmente di Leonardo da Vinci: «Il San Giovanni è così così e la Vergine con il Bambino e sant’Anna è veramente brutto e pare un po’ strano per un genio simile. Ma tant’è !… Io sono uno studioso, ho le mie idee… io studio Leonardo, non idolatro Leonardo».

Questo non vuol dire che l’impianto critico che sottende il romanzo, non sia più che rigoroso, ma giocato intelligentemente, su quel crinale d’opinabilità che permette di toccare con mano come spesso ci si ostini a ripetere una versione di comodo che a lungo andare risulta obsoleta, fino a sfociare nel luogo comune.

Insomma, una scoperta nella scoperta che gli occhi un po’ ingenui del simpatico David ci mettono sotto il naso con sorprendenti punti di vista, veri testi bibliografici citati, veri riferimenti storici e personaggi odierni reali, celati sotto falsi nomi, che presto si rivelano a chi è avvezzo al mondo degli storici dell’arte.

Il giardino dell’arte. Il romanzo di un viaggio fra le meraviglie d’Italia
di
Claudio Strinati, 698 pp, ill., Salani Editore, Milano 2019., €19,80

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Marco Bussagli
Altri articoli in LIBRI