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Mostre

Il rivale di Dürer e Cranach

La prima vasta monografica di Albrecht Altdorfer al Louvre

Il «Corteo trionfale» di Albrecht Altdorfer (particolare). © Albertina Museum

Il Louvre inaugura la prima vasta monografica in Francia dedicata al pittore tedesco Albrecht Altdorfer (1480 ca-1538), tra le principali figure della scuola danubiana. La mostra, «Albrecht Altdorfer. Maestro del Rinascimento tedesco», realizzata in stretta collaborazione con l’Albertina Museum di Vienna, in un primo tempo programmata per aprile, viene allestita ora, dal primo ottobre al 4 gennaio.

Nella Rotonde Sully sono riunite oltre 200 opere, in arrivo, oltre che da Vienna, anche da Berlino, Francoforte, Basilea, Londra e Praga. Altdorfer, figlio del miniatore Ulrich, fu molto attivo a Ratisbona, la sua città natale, anche come incisore e disegnatore per xilografie. Fu un artista prolifico, dall’opera molto varia, ma resta meno noto dei più famosi maestri suoi contemporanei, come Albrecht Dürer, Lucas Cranach e Hans Baldung Grien.

In un percorso cronologico con diversi focus tematici, la mostra, curata da Hélène Grollemund, responsabile del dipartimento Arti Grafiche del Louvre, e Sévèrine Lepape, direttrice del Musée de Cluny, il museo nazionale del Medioevo, a Parigi, si apre sugli anni della formazione dell’artista, periodo di cui si sa poco, ma di cui è nota la rivalità con i maestri tedeschi Dürer e Cranach, e la vicinanza con gli italiani, soprattutto con Andrea Mantegna. Di questi anni sono le composizioni in chiaroscuro, tra cui «La partenza per il Sabbath», del 1506, uno dei primi disegni noti di Altdorfer, un tempo attribuito a Dürer, appartenente alle collezioni del Louvre.

Una sezione è dedicata alle numerose commesse ricevute dall’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, che nel 1513 lo chiamò a Innsbruck. A quel punto Altdorfer era un artista maturo e affermato: nel 1512 l’innovativo ciclo di 40 stampe «Dalla caduta e salvezza dell’Uomo», sulla vita e la passione del Cristo, gli aveva assicurato una certa fama.

Per l’imperatore Altdorfer realizzò anche il ciclo di incisioni del «Corteo trionfale», che illustra le parate di cavalieri organizzate da Massimiliano I, un tesoro prestato da Vienna. Degli anni 1512-20 sono anche i grandi cicli narrativi a olio su tavola sulla leggenda di san Floriano. Un focus è dedicato alla sua ricerca sul paesaggio e sull’architettura. La mostra si chiude sugli ultimi anni, 1522-38, in cui Altdorfer sperimenta nuovi generi, ritratti, allegorie e grandi decorazioni.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020



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