Il Realismo berlinese al Käthe Kollwitz Museum

Una panoramica dell’arte sviluppatasi nella capitale tedesca negli anni tra il 1890 e il 1930

«Votate comunista!» (1918) di Arthur von Kampf (particolare). © Berlinische Galerie - Landesmuseum für Moderne Kunst, Fotografie und Architektur
Francesca Petretto |  | Colonia

Con la mostra «Il Realismo berlinese. Da Käthe Kollwitz a Otto Dix» dal 10 ottobre al 5 gennaio il Käthe Kollwitz Museum offre una sensazionale panoramica dell’arte sviluppatasi nella capitale tedesca negli anni tra il 1890 e il 1930, dal Kaiserzeit a Weimar. È un’arte ruvida, burbera, sporca e politicamente scomoda, dotata di potere comunicativo e ferocia davvero esplosivi.

Durante il regno dell’imperatore di Prussia e Germania Wilhelm II (in carica dal 1888 al 1918), un folle che oltre a considerarsi sovrano assoluto per diritto divino fu, con la sua dissennata politica estera, concausa dello scoppio della Grande Guerra, gli artisti della Berliner Sezession (Heinrich Zille, Hans Baluschek e Käthe Kollwitz fra gli altri) iniziarono attorno al 1900 a concentrare l’attenzione sulla precarietà delle condizioni di vita e di lavoro della classe operaia, cresciuta a dismisura a causa
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