Il punk è morto, viva il punk

Una mostra al Macba di Barcellona ripercorre l’influenza sull’arte contemporanea del movimento (non solo musicale) esploso 40 anni fa a Londra e New York

Tracey Emin, I’ve Got It All, 2000, Fotografia 124 x 109 cm Courtesy l'artista
Roberta Bosco |

Barcellona. «Il punk non è morto e questa non è una mostra sul punk». Lo afferma David G. Torres, curatore della mostra «Punk. Sus rastros en el arte contemporáneo» («Punk. Le sue tracce nell’arte contemporanea»), che si può visitare nel Museu d’Art Contemporani de Barcelona (Macba) da domani fino al 25 settembre.

Estranea a qualsiasi concessione nostalgica o celebrativa, nonostante coincida con il quarantesimo anniversario dell’esplosione del punk a Londra e New York, la mostra riconosce l’importanza del fenomeno, non solo nell’ambito musicale, ma in molteplici discipline dalla moda al cinema e come indica il titolo, ricerca le sue tracce nell’arte plastica e visiva. Il risultato è una mostra di grandi opere, ma anche di ambienti e di attitudini che si materializzano nei contributi di oltre 60 artisti di diverse generazioni. «Anticonformisti, ma allineati, discriminati, ma
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© Riproduzione riservata Natascha Stellmach, Nazi Girl, 2007, fotografia e bambola, 60 x 44cm fotografia Courtesy l'artista e Galerie Wagner+Partner, Berlín Brice Dellsperger, Body double 16, 2003, Video 6 min 11 s Courtesy l'artista e Air de Paris, Parigi Hans-Peter Feldmann 5 Pound Bill with Red Nose, 2012, 7,5 x 14 cm Courtesy ProjecteSD, Barcelona Jimmie Durham, Self-portrait with black eye and bruises, 2006 Fotografia 144,5 x 104,5 cm Courtesy Colección Fundación ARCO – IFEMA Archivo fotográfico CGAC ©Mark Ritchie Tres, Estoy muerto, #06 Nueva York, 2006 #11 Berlin, 2007 Jordi Colomer, NoFuture, 2006 video e automobile con insegna luminosa. Video: 9 min 43 s Courtesy l'artista Chiara Fumai reads Valerie Solanas, 2012-2013, Installazione, vincitrice del Premio Furla 2013. Courtesy l'artista, A Palazzo Gallery e Waterside Contemporary
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