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Il primo semestre delle case d’asta italiane | Wannenes

Conferme sui dipinti antichi e successo del design: fatturato a 13,2 milioni

Raul du Gardier, «Croisière», aggiudicata a 272.800 euro

La mappatura italiana delle case d’asta di «Il Giornale dell’Arte». Per questa stagione sono stati richiesti i dati semestrali a cinquanta «testate» cui han fatto seguito 27 risposte, cinque in più del 2018. Nella costante diversità di modus operandi e generi, la somma dei risultati, per quanto imperfetta, supera i 160 milioni di euro, con l’ovvia soddisfazione di chi ha incrementato i propri fatturati. Come sempre il dipartimento più attivo in quasi tutte le case d’aste è quello dell’arte moderna e contemporanea, ma a seguire si evincono le peculiarità di ognuno, considerando anche le diverse aree geografiche di provenienza. Bene gioielli, design, automotive. Il contributo esponenziale delle vendite online è ormai un fatto assodato. Ecco le voci dei protagonisti.

WANNENES
Fatturato primo semestre 2019: 13.268.883 euro

Top lot
1. Coppia di orecchini pendenti con diamanti e zaffiri Kashmir, 2.976.000 €
2. Raul du Gardier, «Croisière», olio su tela, 148x247 cm, 272.800 €
3. Josef Albers, «Study for homage to the Square: Miil Day», 1954, olio su masonite, 40,6x40,6 cm, 175.100 €


Il risultato di Wannenes (Genova e Milano), di 13.268.883 euro comprende le due aste di Dipinti del XIX secolo della Belle Epoque e Gioielli e orologi tenutesi a Monte Carlo il 29 luglio in partnership con Art Contact. L’ad Guido Wannenes analizza i risultati: «Conferme sui dipartimenti classici come i dipinti antichi che ha totalizzato 2.652.234 euro, gli arredi, sculture e oggetti d’arte con 1.690.183 euro, e l’arte moderna e contemporanea che ha raggiunto 1.259.612, anche per l’ottimo risultato raggiunto da un olio su masonite del 1954 di Josef Albers, “Study for homage to the Square: Mild Day”, aggiudicato a 175.100 euro, diritti inclusi, risultando il top lot assoluto per il primo semestre. Una tendenza che oramai si conferma da diversi anni è il successo internazionale del design, che in questo primo semestre si è concretizzato con una percentuale del 73,36%. In particolare è stata premiata l’estrema selezione del catalogo “Forme” con il meglio del design italiano e mondiale del XX secolo e che ha totalizzato, insieme al catalogo tradizionale, 1.758.608 euro».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero , settembre 2019


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