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Il primo semestre delle case d’asta italiane | Pandolfini

Una crescita di circa il 4% rispetto allo stesso periodo del 2018: 14,3 milioni di euro

Antonio Gionima, «Il banchetto di Antonioo e Cleopatra»

La mappatura italiana delle case d’asta di «Il Giornale dell’Arte». Per questa stagione sono stati richiesti i dati semestrali a cinquanta «testate» cui han fatto seguito 27 risposte, cinque in più del 2018. Nella costante diversità di modus operandi e generi, la somma dei risultati, per quanto imperfetta, supera i 160 milioni di euro, con l’ovvia soddisfazione di chi ha incrementato i propri fatturati. Come sempre il dipartimento più attivo in quasi tutte le case d’aste è quello dell’arte moderna e contemporanea, ma a seguire si evincono le peculiarità di ognuno, considerando anche le diverse aree geografiche di provenienza. Bene gioielli, design, automotive. Il contributo esponenziale delle vendite online è ormai un fatto assodato. Ecco le voci dei protagonisti.

PANDOLFINI
Fatturato primo semestre 2019: 14.312.500 euro

Top lot
1. Scuola fiamminga, «Ritratto di fanciullo», XVII secolo | 515.400 euro
2. Emilio Isgrò, «Dichiaro di non essere Emilio Isgrò» | 234.800 euro
3. Antonio Gionima, «Il banchetto di Antonio e Cleopatra» | 186.000 euro

Firenze. L’amministratore delegato di Pandolfini Pietro De Bernardi, tra Firenze e Milano, dice: «Sono più che soddisfatto dell’andamento del semestre che vede un fatturato di 14.312.500 euro in crescita di circa il 4% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il mercato si conferma molto attivo e in certi casi euforico per quanto riguarda i gioielli e gli orologi da polso, che infatti si sono dimostrati i due dipartimenti con le migliori performance nel primo semestre. Stesso discorso per l’arte moderna e contemporanea, che continua a macinare record. Ho notato segni di ripresa anche per i dipinti antichi, i dipinti del XIX secolo e i mobili e arredi. I vini da collezione ci vedono leader assoluti di mercato in Italia al nostro 20mo anno di attività nel settore, che sarà celebrato a ottobre. I risultati sono eccellenti: la nostra asta di aprile ha raccolto oltre 1,4 milioni di euro con percentuali di venduto vicinissime al 100%, con incrementi notevolissimi rispetto alle stime di partenza e con risultati in linea con i migliori competitor internazionali».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero , settembre 2019


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