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Il primo semestre delle case d’asta italiane | Cambi

Una crescita del 12% rispetto al primo semestre 2018: 15,5 milioni

Uno di una coppia di cassettoni di Gio Ponti, aggiudicati da Cambi a 680mila euro

La mappatura italiana delle case d’asta di «Il Giornale dell’Arte». Per questa stagione sono stati richiesti i dati semestrali a cinquanta «testate» cui han fatto seguito 27 risposte, cinque in più del 2018. Nella costante diversità di modus operandi e generi, la somma dei risultati, per quanto imperfetta, supera i 160 milioni di euro, con l’ovvia soddisfazione di chi ha incrementato i propri fatturati. Come sempre il dipartimento più attivo in quasi tutte le case d’aste è quello dell’arte moderna e contemporanea, ma a seguire si evincono le peculiarità di ognuno, considerando anche le diverse aree geografiche di provenienza. Bene gioielli, design, automotive. Il contributo esponenziale delle vendite online è ormai un fatto assodato. Ecco le voci dei protagonisti.

CAMBI
Fatturato primo semestre 2019: 15.514.892 euro

Top lot
1. Gio Ponti, Coppia di cassettoni, 1951, 1952 | 680.000 euro
2. Solitaire taglio brillante di 6,74 ct | 262.500 euro
3. Ponti, Fornasetti, Altara e Gambone, «Studio e camerino», 1951 ca | 261.000 euro


Cambi totalizza 15.514.892 euro, e Matteo Cambi, tra Genova e Milano, dichiara: «Questo semestre ha avuto risultati di assoluta soddisfazione: la crescita del 12% rispetto al primo semestre 2018 è un segnale importante. Siamo una realtà solida nel mercato italiano e internazionale e per questa ragione non abbiamo timore di proporre cataloghi innovativi come Manifesti d’epoca o Mirabilia. Per quanto riguarda invece le vendite classiche quest’anno abbiamo registrato una sensibile crescita di settore nel moderno, in particolare nel design, per il quale Cambi si è indubbiamente imposta come casa d’aste di riferimento. Continuano a dare ottimi risultati i beni rifugio di lusso come i gioielli e gli orologi da polso. Abbiamo invece notato una leggera flessione nelle vendite di antiquariato, ma teniamo conto del fatto che negli anni passati il settore registrava risultati sorprendenti. Con l’inizio del secondo semestre apriamo il quinto nuovo dipartimento: vini pregiati e da collezione diretto da Luca Martini, la cui asta inaugurerà la stagione a ottobre con un’importante vendita che comprende gli affidamenti di una storica cantina italiana». Lotti venduti: 3.990, di cui il 48% all’estero, con una media del 49% per lotto e dell’80% del valore.

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero , settembre 2019


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