Il primo semestre delle case d’asta italiane | Boetto

Percentuali di venduto del 60% per numero dei lotti e del 65% circa per ammontare

«Tavola imbandita», di scuola fiamminga del XVII secolo
Michela Moro |  | Genova

La mappatura italiana delle case d’asta di «Il Giornale dell’Arte». Per questa stagione sono stati richiesti i dati semestrali a cinquanta «testate» cui han fatto seguito 27 risposte, cinque in più del 2018. Nella costante diversità di modus operandi e generi, la somma dei risultati, per quanto imperfetta, supera i 160 milioni di euro, con l’ovvia soddisfazione di chi ha incrementato i propri fatturati. Come sempre il dipartimento più attivo in quasi tutte le case d’aste è quello dell’arte moderna e contemporanea, ma a seguire si evincono le peculiarità di ognuno, considerando anche le diverse aree geografiche di provenienza. Bene gioielli, design, automotive. Il contributo esponenziale delle vendite online è ormai un fatto assodato. Ecco le voci dei protagonisti.

BOETTO
Fatturato primo semestre 2019: 4.000.000 euro

Top lot
1. Atsuko Tanaka, «81B», 1981, 124.000 €
2. Louise Lawson,
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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