Il primo semestre delle case d’asta italiane | Blindarte

Un buon momento del mercato, soprattutto per gli artisti storicizzati

Da sinistra, «Personaggio», di Enrico Baj, e «Piccolo giocoliere» di Marino Marini
Michela Moro |  | Napoli

La mappatura italiana delle case d’asta di «Il Giornale dell’Arte». Per questa stagione sono stati richiesti i dati semestrali a cinquanta «testate» cui han fatto seguito 27 risposte, cinque in più del 2018. Nella costante diversità di modus operandi e generi, la somma dei risultati, per quanto imperfetta, supera i 160 milioni di euro, con l’ovvia soddisfazione di chi ha incrementato i propri fatturati. Come sempre il dipartimento più attivo in quasi tutte le case d’aste è quello dell’arte moderna e contemporanea, ma a seguire si evincono le peculiarità di ognuno, considerando anche le diverse aree geografiche di provenienza. Bene gioielli, design, automotive. Il contributo esponenziale delle vendite online è ormai un fatto assodato. Ecco le voci dei protagonisti.

BLINDARTE
Fatturato primo semestre 2019: 2.200.000 euro

Top lot
1. Emilio Vedova, «Ciclo B-7-(1983)», 1983, 225.275 €
2.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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