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Aste

Il primo semestre delle case d’asta in Italia | Gonnelli

I risultati nel periodo della pandemia

Giovan Battista Piranesi, «Lettere di giustificazione scritte a Milord Charlemont e a di lui agenti di Roma», 1757, aggiudicato a 11.875 euro

Considerata la situazione dell’ultimo semestre, i risultati delle aste rimandano una fotografia ottimista: 93.436.615 euro sono una cifra di tutto rispetto, che somma i risultati delle 21 case d’asta che hanno fornito i propri dati. La rete ha fornito immediatamente un supporto valido, con continue migliorie, e tutte, indistintamente, le case d’asta hanno abbracciato i cambiamenti che la tecnologia ha offerto, mentre anche i collezionisti più restii si sono messi al passo con un futuro digitale.

L’interessante panorama che ne risulta racconta di un’Italia che ha ancora voglia di esplorare i mille mondi dell’arte in cui le passioni per il bello declinato sono sempre vive. Alcune case d’asta hanno deciso di affrontare un lockdown anche professionale, altre hanno preferito aspettare e vedere, altre ancora forniscono solo dati annuali. Nessuno ha mai cessato di lavorare e raccogliere lotti per le future aste. Tutti sono in attesa del ritorno alla fisicità e alle emozioni dal vivo.

Gonnelli ha tenuto un’unica asta, ma assai corposa. Comprendeva infatti 1.454 lotti: 748 erano libri, manoscritti e autografi, 706 stampe e disegni. Aggiudicato oltre il 75% dei lotti con un incremento del 170% rispetto alle basi d’asta. Il risultato totale è stato di 1,25 milioni di euro.

«L’asta “Grafica e Libri” è stata gestita esclusivamente online. Ciononostante l’interesse e la partecipazione non sono affatto diminuiti, anzi, l’incremento dei partecipanti attraverso la nostra piattaforma GonnelliLive è quasi raddoppiato rispetto alla precedente asta, commenta Marco Manetti, direttore generale e amministratore unico.

Anche la “visione dei lotti” è stata ben supportata dalla grandissima quantità di fotografie che abbiamo potuto mettere a disposizione degli interessati, oltre, come da nostra prassi, dalla presenza di schede descrittive dei beni ben dettagliate nel catalogo pdf. Altra novità è stata la mancata stampa del catalogo cartaceo e del suo relativo invio ai nostri clienti per comprensibili cause di forza maggiore. Questo ci ha fatto riflettere sulla “imprescindibile” necessità di un catalogo cartaceo d’asta in alternativa a uno esclusivamente virtuale».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020



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