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Aste

Il primo semestre delle case d’asta in Italia | Fondaco

I risultati nel periodo della pandemia

Renato Guttuso, «Capo Zafferano», 1947, aggiudicato a 20mila euro

Considerata la situazione dell’ultimo semestre, i risultati delle aste rimandano una fotografia ottimista: 93.436.615 euro sono una cifra di tutto rispetto, che somma i risultati delle 21 case d’asta che hanno fornito i propri dati. La rete ha fornito immediatamente un supporto valido, con continue migliorie, e tutte, indistintamente, le case d’asta hanno abbracciato i cambiamenti che la tecnologia ha offerto, mentre anche i collezionisti più restii si sono messi al passo con un futuro digitale.

L’interessante panorama che ne risulta racconta di un’Italia che ha ancora voglia di esplorare i mille mondi dell’arte in cui le passioni per il bello declinato sono sempre vive. Alcune case d’asta hanno deciso di affrontare un lockdown anche professionale, altre hanno preferito aspettare e vedere, altre ancora forniscono solo dati annuali. Nessuno ha mai cessato di lavorare e raccogliere lotti per le future aste. Tutti sono in attesa del ritorno alla fisicità e alle emozioni dal vivo.

Fondaco ha coraggiosamente esordito in un momento difficile, e l’asta di esordio Grafica+Arte+Vetri a Milano, il 7 luglio, ha totalizzato 200mila euro. Il direttore Umberto Savoia dichiara: «Chiude con un fatturato di circa 200mila euro (diritti d’asta inclusi) il primo semestre di Fondaco. Nonostante l’emergenza Covid-19 la prima asta della neonata casa d’aste ha soddisfatto pienamente le aspettative. Il pubblico ha apprezzato la formula proposta, che prevedeva un intero mese di esposizione pre asta, e ha premiato lo sforzo di presentarsi sul mercato in un momento tanto difficile.

Il contributo offerto dalla rete è stato fondamentale: la vivacità della partecipazione online su diversi portali ha contribuito ad aggiudicazioni ben al di sopra delle previsioni, e sparse in tutto il mondo: clienti da Germania, Belgio, Inghilterra, Danimarca, Stati Uniti e persino dall’Australia hanno concorso alla buona riuscita della vendita, oltre ovviamente ai clienti italiani.

Da segnalare la gara sulle nove serigrafie di Andy Warhol, dalla serie “Ladies and Gentlemen” che sono passate di mano a 60mila euro triplicando la stima iniziale. Per ciò che attiene poi alla sezione di arti decorative si segnala un’interessante partecipazione soprattutto per i vetri Art Déco e Art Nouveau, che hanno visto la gara di svariati clienti esteri
».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020



GDA411 OTTOBRE 2020

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