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Aste

Il primo semestre delle case d’asta in Italia | Boetto

I risultati nel periodo della pandemia

Mobile a doppio corpo lastronato in radica e palissandro, Lombardia, prima metà del XVIII secolo, aggiudicato a 68.200 euro

Considerata la situazione dell’ultimo semestre, i risultati delle aste rimandano una fotografia ottimista: 93.436.615 euro sono una cifra di tutto rispetto, che somma i risultati delle 21 case d’asta che hanno fornito i propri dati. La rete ha fornito immediatamente un supporto valido, con continue migliorie, e tutte, indistintamente, le case d’asta hanno abbracciato i cambiamenti che la tecnologia ha offerto, mentre anche i collezionisti più restii si sono messi al passo con un futuro digitale.

L’interessante panorama che ne risulta racconta di un’Italia che ha ancora voglia di esplorare i mille mondi dell’arte in cui le passioni per il bello declinato sono sempre vive. Alcune case d’asta hanno deciso di affrontare un lockdown anche professionale, altre hanno preferito aspettare e vedere, altre ancora forniscono solo dati annuali. Nessuno ha mai cessato di lavorare e raccogliere lotti per le future aste. Tutti sono in attesa del ritorno alla fisicità e alle emozioni dal vivo.

Boetto raccoglie un totale di 3,6 milioni di euro in 4 aste, due di Antiquariato, una di Arte Moderna e Contemporanea e una di Design. I lotti aggiudicati sono stati 2.356 con una percentuale di lotti venduti di circa il 60%. «Il settore che ha retto meglio è stato il Design, agevolato dal fatto che i compratori sono quasi tutti stranieri, quindi abituati ad acquistare gli oggetti senza visionarli, commenta Paolo Capozzi, consigliere d’amministrazione.

È andato bene anche l’Antiquariato, agevolato dai prezzi molto competitivi rispetto a qualche anno addietro. Il settore che ha invece registrato una leggera flessione è stato quello dell’Arte Moderna e Contemporanea. È comunque da notare l’ottima performance di Hermann Nitsch. La clientela ha reagito bene all’isolamento forzato, abbiamo notato un enorme aumento dei contatti sul sito internet delle Aste Boetto e sono andate molto bene le vendite attraverso i vari siti internet partner, soprattutto grazie alla clientela straniera.

L’unico problema, soprattutto per quanto riguarda l’antiquariato, è relativo alla burocrazia italiana: le vendite verso l’estero sono frenate dalla difficoltà a ottenere in tempi non biblici i permessi di esportazione, basti pensare che per le opere vendute a luglio, oggetti in molti casi anche da poche centinaia di euro, le date per le pratiche di esportazione sono a metà novembre 2020, quindi circa 4 mesi dopo l’asta.

In molti casi i clienti, scoraggiati, si sono rifiutati di pagare i lotti sostenendo che in tutto il resto del mondo non hanno questi problemi a ritirare ed esportare gli oggetti. Tutto questo è dovuto al fatto che la legge sulle esportazioni per valore, approvata ormai parecchi anni addietro, non ha ancora un decreto attuativo
».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020



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