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Aste

Il primo semestre delle case d’asta in Italia | Babuino

I risultati nel periodo della pandemia

Jannis Kounellis, «Senza titolo», 1961, inchiostro su carta, aggiudicato a 50mila euro

Considerata la situazione dell’ultimo semestre, i risultati delle aste rimandano una fotografia ottimista: 93.436.615 euro sono una cifra di tutto rispetto, che somma i risultati delle 21 case d’asta che hanno fornito i propri dati. La rete ha fornito immediatamente un supporto valido, con continue migliorie, e tutte, indistintamente, le case d’asta hanno abbracciato i cambiamenti che la tecnologia ha offerto, mentre anche i collezionisti più restii si sono messi al passo con un futuro digitale.

L’interessante panorama che ne risulta racconta di un’Italia che ha ancora voglia di esplorare i mille mondi dell’arte in cui le passioni per il bello declinato sono sempre vive. Alcune case d’asta hanno deciso di affrontare un lockdown anche professionale, altre hanno preferito aspettare e vedere, altre ancora forniscono solo dati annuali. Nessuno ha mai cessato di lavorare e raccogliere lotti per le future aste. Tutti sono in attesa del ritorno alla fisicità e alle emozioni dal vivo.

Babuino comunica un totale di 2,7 milioni di euro per 10 aste di Arte Antica e Moderna, commentando così i risultati: «Abbiamo offerto 5.996 lotti e venduto 4.167. Il settore artistico che ha retto meglio in questi mesi è stato quello dei dipinti moderni della Scuola Romana del ’900 che ha raggiunto risultati eccellenti, mentre la pittura antica ha tenuto un livello medio-basso nonostante il reperimento di notevoli opere. L’Antiquariato ha dominato la scena dei primi mesi con una splendida asta di febbraio che conferma il grande seguito che la nostra casa d’aste ha di collezionisti di arte antica, con risultati importanti. Marzo e aprile hanno confermato l’interesse per l’arte contemporanea grazie a reperimenti di ottime collezioni romane e la predominanza dell’interesse per la Scuola Romana (Schifano, Angeli, Festa...) è assolutamente dominante tanto da renderci punto di riferimento di questi artisti.

È raddoppiato il lavoro con l’estero con un aumento esponenziale dei Paesi anglosassoni (Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada) e anche di quelli dell’Est Europa come Ungheria e Austria. Le strategie per il secondo semestre sono di mantenere gli appuntamenti classici delle aste di Arte Antica e Moderna per conservare il patrimonio di clientela abituale con l’offerta di opere di alto livello. Avremo un aumento esponenziale di qualità e quantità delle aste a tempo mettendo sul mercato anche oggetti d’arte di facile acquisto per allargare la clientela e i fatturati aziendali, oggi ancora purtroppo contenuti nel panorama delle aste romane al contrario dei fatturati del nord Italia, anche con l’apertura di nuovi dipartimenti quali il Modellismo e il Vintage
».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020

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