Il piccolo grande mondo di Disfarmer

Chiara Coronelli |  | Amsterdam

Nato da una famiglia immigrata dalla Germania, Disfarmer, al secolo Mike Meyer (1884-1959), arriva a Heber Springs in Arkansas nel 1914. Qui, dopo aver aperto uno studio fotografico con George Penrose, si mette in proprio e cambia nome. La scoperta postuma del lavoro del ritrattista americano si deve a un ingegnere dell’esercito che dopo la morte di Disfarmer acquista il suo studio conservandone gli oltre 3mila negativi su vetro. Questi vengono poi acquisiti dall’editore Peter Miller che dà il via a una ricerca con Julia Scully.

Ne nascono un volume, «indispensabile» secondo Avedon, e una mostra all’Icp di New York nel 1977, per i quali le stampe esposte sono tirate dalle lastre originali perché, all’epoca, le vintage si trovavano ancora negli album di famiglia degli abitanti di Heber Springs e della contea di Cleburne, i clienti che Disfarmer aveva fotografato per quarant’anni a partire dal 1915.

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