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Il più importante ciclo del Trecento prima dell’arrivo di Vitale da Bologna

Gli affreschi di scuola giottesca in Santa Maria in Sylvis

Un particolare degli affreschi del Trecento in Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena

Sesto al Reghena (Pn). Entro fine anno tornerà visibile al pubblico il grande ciclo di affreschi di scuola giottesca dell’abbazia benedettina di Santa Maria in Sylvis di Sesto al Reghena. Riscoperto all’inizio del Novecento durante lavori edili e in un primo tempo attribuito a Giotto, è stata definita la più importante impresa decorativa del Trecento nel territorio friul-giuliano prima dell’arrivo di Vitale da Bologna a Udine.

L’importanza è dovuta alla qualità e all’estensione: all’interno di una delle tre sole abbazie esistenti in regione (con Moggio Udinese e Corno di Rosazzo) il ciclo è dipinto nella zona absidale fino all’imposta del tetto. A realizzarlo entro il terzo decennio del XIV secolo sono state almeno tre maestranze diverse provenienti da fuori regione che vi hanno raffigurato episodi delle Storie della Vergine, di san Pietro, di san Benedetto e di san Giovanni.

Frammentari in diversi punti e più volte restaurati nel corso del Novecento, dal 2016 gli affreschi sono oggetto di un intervento resosi necessario per la comparsa di patine che offuscavano la corretta leggibilità dell’insieme.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Melania Lunazzi, da Il Giornale dell'Arte numero 399, luglio 2019

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