Il passepartout dell'archeologia di Daniele Manacorda

La raccolta di decenni di letture, materiali, riflessioni di uno degli archeologi più attenti e versatili del nostro tempo

Veduta generale dei Mercati di Traiano a Roma
Andrea Augenti |

Daniele Manacorda è uno dei più bravi e affermati archeologi della sua generazione e del nostro Paese. Ha scritto molto, e non solo edizioni di scavo e di reperti. Ha scritto libri di metodologia, di riflessione sui beni culturali, di topografia e altro. E ha letto, molto. In maniera militante, con spirito critico, con un certo atteggiamento onnivoro e con l’urgenza di riportare le sue impressioni a un pubblico di addetti ai lavori (e non solo).

E così, dopo decenni di letture, ha deciso di raccogliere tutti questi materiali, tutte queste riflessioni, e ne è nato un libro corposo e utile che ha deciso di intitolare à la Calvino, I libri degli altri. Solo che mentre la splendida raccolta dello scrittore conteneva lettere, apprezzamenti e giudizi sulle opere altrui, questa è un’opera molto più articolata e varia, che include recensioni, segnalazioni, ma anche prefazioni e interventi inediti.

Un prezioso passepartout grazie al quale entriamo, per così dire, nella mente di uno degli archeologi più attenti e versatili del nostro tempo. E il viaggio è avventuroso e ci porta verso molti paesaggi differenti. Perché la vera cifra del Manacorda lettore e scrittore è uno sguardo molto ampio, che trova uno dei punti forti innanzitutto nella sua curiosità.

Così troviamo piccoli saggi su alcune costanti dei suoi interessi di studioso: la storia dell’archeologia, l’archeologia urbana, il metodo della ricerca sul campo, l’archeologia classica e medievale, l’archeologia della produzione (del vino, ma anche del miele!), la valorizzazione dei beni culturali, i paesaggi urbani e rurali, l’epigrafia, il restauro, ma anche i graffiti contemporanei e la distruzione dei libri… Campi molto diversi tra loro che Manacorda indaga ogni volta con precisione e con taglio raffinato, con una scrittura leggera e al tempo stesso coinvolgente e con una notevole capacità di suscitare la riflessione nel lettore.

E alla fine, una delle caratteristiche che colpiscono di più è l’approccio spesso diacronico, il cercare di risolvere i problemi affrontandoli su un ampio arco temporale: una scelta che li mette in prospettiva e allarga l’orizzonte dell’analisi. Le sue riflessioni, anche quelle più datate, reggono benissimo al passare del tempo, e stimolano altri pensieri e nuove letture.

Faccio fatica a immaginare di leggere il libro dall’inizio alla fine, per la sua stessa natura frammentata; ma direi che si può tranquillamente tenere come livre de chevet, sempre a portata di mano: un biglietto da staccare ogni qual volta avrete voglia di fare un bel viaggio in un’archeologia riflessiva e intelligente.


I libri degli altri. Letture sparse di archeologia, storia e patrimonio culturale,
di Daniele Manacorda, 656 pp., ill. b/n, Edipuglia, Bari 2021, € 50

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