Il Parco architettonico quarant’anni dopo

Il Comune ha deciso di dotare il Parco Giovanni Amendola di luci a led e di un sistema digitale di funzionamento

Il Parco Giovanni Amendola
Stefano Luppi |  | Modena

Il Parco Giovanni Amendola, progettato a partire dal 1972 dagli architetti modenesi Franca Stagi (1937-2008) e Cesare Leonardi (1935-2021) con l’Ufficio Tecnico del Comune, è stato inaugurato 40 anni fa in concomitanza all’uscita del volume L’architettura degli alberi degli stessi autori (Mazzotta Editore, 1982) ancora un testo di riferimento in ambito paesaggistico e progettuale.

Questa vasta area verde «disegnata» architettonicamente si estende per oltre 191mila metri quadrati, 12mila dei quali di laghi, 1.135 gli alberi censiti e 1.274 i metri di piste ciclopedonali. Il parco è l’intervento che meglio interpreta le politiche sugli standard verdi pianificate nel 1965. Il progetto Leonardi-Stagi riprende infatti metaforicamente gli argini dei fiumi della pianura e si caratterizza per una distesa verde interrotta da due laghi e una linea di colline disposte lungo il perimetro a est e ovest.

Queste ultime sono tra gli elementi più identitari del luogo insieme ai cilindri di cemento utilizzati come sedute e a un proiettore-meridiana rotante realizzato con tubi metallici di colore rosso. Quest’ultimo da anni non è in funzione ma, nell’ambito di una generale manutenzione, il Comune ha deciso di dotarlo di luci a led e di un sistema digitale di funzionamento.

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